Covid Umbria, lenta discesa curva contagi, calo terapia intensiva, Rt 0,74

 
Chiama o scrivi in redazione


Covid Umbria, lenta discesa curva contagi, calo terapia intensiva, Rt 0,74

Covid Umbria, lenta discesa curva contagi, calo terapia intensiva, Rt 0,74

Continua in Umbria la “lenta discesa” della curva dei contagi Covid nonostante le varianti (inglese e brasiliana), che al momento sono ormai arrivate, come risulta dai sequenziamenti fatti sul territorio regionale, al 96%: è quanto risulta dall’aggiornamento settimanale sull’andamento dell’emergenza sanitaria. Dai nuovi dati forniti dal Nucleo epidemiologico regionale l’Rt, calcolato con media mobile degli ultimi sette giorni, è di 0,74 (0,88 quello nazionale).

“La curva si sta assestando e sta scendendo, con dati buoni anche dell’Rt e numeri confortanti che ci dicono che il Covid si sta spegnendo anche se serve massima attenzione per la presenza delle varianti” ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute Luca Coletto.

Calano ancora, a livello nazionale, le terapie intensive occupate da pazienti Covid, scese a livello al 34% rispetto a quelle disponibili, ma sono ancora oltre la soglia critica del 30% in ben 12 regioni o Province Autonome (Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Trento, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta).

A calare ancora sono anche i posti letto in reparto occupati da pazienti con Covid-19. A livello nazionale si attestano, infatti, al 35%, ma 3 regioni superano ancora la soglia critica, fissata in questo caso al 40% (Lazio, Puglia e Piemonte). E’quanto emerge dai dati del monitoraggio quotidiano dell’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 21 aprile.

Questo il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari di area medica non critica (malattie infettive, medicina generale e pneumologia) nelle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (26% intensive, 32% reparti ordinari); Basilicata (15%, 38%); Calabria (31%, 49%); Campania (23%, 36%); Emilia Romagna (38%, 32%); Friuli Venezia Giulia (27%, 27%); Lazio (35%, 41%); Liguria (30%, 32%); Lombardia (47%, 37%); Marche (33%, 39%); Molise (33%, 18%); PA Bolzano (10%, 13%); PA Trento (32%, 21%); Piemonte (44%, 46%); Puglia (44%, 50%); Sardegna (25%, 23%); Sicilia (22%, 33%); Toscana (41%, 31%); Umbria (31%, 26%); Valle d’Aosta (40%, 24%); Veneto (21%, 19%).

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*