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Covid, l’Umbria rimane in zona arancione, ma contenere le due varianti

“L’Umbria rimane in zona arancione, con delle mini aree rosse nei territori più a rischio, per 15 giorni”. Lo ha detto la presidente della Regione Umbria durante la video conferenza stampa del 5 febbraio precisando che i provvedimenti che l’Umbria prenderà per contenere la diffusione del Covid in alcune zone della provincia di Perugia, dove sono state individuate anche la variante inglese e brasiliana, “saranno puntuali e interesseranno le aree maggiormente colpite, non saranno regionali. Saranno quelle previste per le zone rosse” ha aggiunto. La Regione sta valutando le misure con l’Istituto superiore della sanità e con il Ministero della Salute. “Non bisogna pensare a un lockdown” ha annunciato Tesei. “Speriamo in tempi più contenuti possibili per superare l”emergenza”.

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In Umbria sono stati individuati 18 casi di variante inglese del virus Sars-Cov-2, 12 di quella brasiliana, mentre sugli altri campioni “ci sono state alcune difficoltà di lettura e verranno quindi ripetuti”. Lo ha detto il direttore della Sanità della Regione Umbria Claudio. Complessivamente sono stati 42 i campioni inviati all’Istituto superiore di Sanità. Dario ha spiegato che le varianti si distribuiscono prevalentemente in ambito ospedaliero, quella brasiliana, mentre quella inglese si riscontra soprattutto sul territorio. “Soprattutto – ha detto – nell’area tra Bastia Umbra, il perugino e il Trasimeno”.

“In Umbria sembra ci sia la circolazione di 2 varianti, quella inglese e quella brasiliana. In 2 campioni inviati dall’Umbria è stata riscontrata la variante brasiliana e a Perugia sono stati identificati dei cluster ospedalieri. In restanti 40 campioni la variante brasiliana sembra aver circolato nei cluster ospedalieri. Sono state prese molte misure”. Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza alla conferenza stampa sul monitoraggio settimanale.



 

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