Corte promuove i conti della Regione, le sfide ancora aperte

Corte promuove i conti della Regione, le sfide ancora aperte

Corte promuove il rendiconto ma segnala sanità e trasporti critici

🚨 La Corte dei Conti promuove il rendiconto 2025 della Regione Umbria: conti solidi, disavanzo quasi azzerato e cassa in salute. Restano però aperte le sfide su sanità, mobilità sanitaria, trasporto pubblico, crisi demografica e sviluppo del territorio. 2025


Bilancio certificato, ma il lavoro non è concluso

La Corte dei Conti ha espresso giudizio favorevole sul rendiconto 2025 della Regione Umbria, certificando una situazione finanziaria ritenuta positiva e caratterizzata da un deciso miglioramento degli equilibri di bilancio. La parifica rappresenta un passaggio fondamentale nella verifica della gestione economica dell’ente e conferma una consistente riduzione del disavanzo, passato nell’arco dell’ultimo anno da 70 milioni a 6,2 milioni di euro.

Il pronunciamento dei magistrati contabili riconosce il percorso compiuto dalla Regione sul piano della sostenibilità finanziaria, ma allo stesso tempo evidenzia una serie di questioni strutturali che richiederanno interventi nei prossimi anni. Tra queste figurano la sanità, il calo demografico, la mobilità sanitaria, il trasporto pubblico locale e la gestione delle risorse idriche.

La Corte: situazione favorevole ma attenzione alle criticità

Il presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, Paolo Peluffo, ha definito favorevole la condizione finanziaria dell’ente, precisando però che il miglioramento dei conti non elimina le problematiche che potrebbero incidere sul futuro dell’Umbria.

Particolare attenzione viene riservata all’evoluzione demografica. L’aumento dell’indice di vecchiaia e il rischio di spopolamento di alcune aree del territorio, compreso il cratere sismico, rappresentano elementi destinati ad avere conseguenze anche sulla capacità economica e contributiva della regione.

Secondo la relazione della magistratura contabile, questi fenomeni potrebbero influenzare progressivamente il sistema economico regionale, rendendo ancora più importante una programmazione capace di trasformare la solidità dei conti in opportunità di sviluppo.

Sanità sotto osservazione nonostante il ritorno all’avanzo

Uno dei capitoli più approfonditi della relazione riguarda il sistema sanitario regionale. Negli ultimi cinque anni la spesa sanitaria ha registrato un incremento del 19,5%, passando da 1,924 miliardi di euro nel 2021 a 2,286 miliardi nel 2025, con una crescita superiore rispetto a quella del prodotto interno lordo regionale.

La Corte evidenzia tuttavia un rallentamento di questa dinamica tra il 2023 e il 2025. Parallelamente, il risultato economico del sistema sanitario è tornato leggermente positivo, passando da un disavanzo di 34 milioni di euro nel 2024 a un avanzo di circa 600 mila euro nel 2025.

Pur riconoscendo questo miglioramento, i magistrati richiamano l’attenzione sulla necessità di affrontare le criticità ancora presenti.

Mobilità sanitaria, cresce il saldo negativo

Tra i temi che destano maggiore preoccupazione figura la mobilità sanitaria. Continua infatti ad aumentare il numero dei cittadini umbri che scelgono di ricevere cure in altre regioni, mentre diminuiscono i pazienti provenienti da fuori Umbria.

Il saldo economico negativo è passato in un solo anno da 32 milioni a 55,8 milioni di euro. Secondo quanto evidenziato dalla Corte dei Conti, il peggioramento deriva soprattutto dalla riduzione degli accessi provenienti dal Lazio e dall’incremento dei ricoveri degli umbri in altre realtà sanitarie, in particolare in Emilia-Romagna.

Cassa solida e debito in diminuzione

Sul fronte della liquidità la Regione presenta una situazione definita eccellente. Le disponibilità di cassa superano i 644 milioni di euro, pur registrando un lieve calo rispetto all’anno precedente.

Questo livello di liquidità consente all’amministrazione regionale di limitare il ricorso all’indebitamento e di anticipare le risorse necessarie nell’attesa dei trasferimenti statali ed europei. Parallelamente continua anche il percorso di riduzione del debito regionale.

Trasporti e risorse idriche tra le priorità

La relazione richiama inoltre l’attenzione su altri due comparti strategici: il trasporto pubblico locale e la valorizzazione delle entrate derivanti dalle risorse idriche.

Pur prendendo atto delle iniziative già avviate dall’amministrazione regionale, la Corte invita Palazzo Donini a consolidare il percorso intrapreso per rafforzare questi settori, considerati fondamentali per sostenere la competitività e la qualità dei servizi.

Le parole della presidente Stefania Proietti

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha accolto positivamente il giudizio della Corte dei Conti, parlando di un cambio di passo riconosciuto anche dalla magistratura contabile.

La governatrice ha attribuito il risultato al lavoro svolto negli ultimi mesi in collaborazione con la Corte, sottolineando come ogni risorsa proveniente dalle imposte debba essere destinata ai servizi rivolti ai cittadini, con particolare attenzione alla sanità.

Le reazioni del mondo politico ed economico

Dopo la parifica sono arrivate anche le prime valutazioni da parte della politica e delle rappresentanze economiche.

La deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli – scrive oggi il Messaggero – ha evidenziato il ritorno all’equilibrio dei conti sanitari e il riconoscimento del percorso di risanamento compiuto.

Più prudente la posizione di Confindustria Umbria. Il presidente Giammarco Urbani ha riconosciuto il quadro di stabilità finanziaria certificato dalla Corte dei Conti, invitando però la Regione a trasformare la solidità dei conti in interventi capaci di favorire crescita economica e sviluppo del territorio.

Un giudizio positivo che guarda al futuro

La parifica del rendiconto 2025 certifica una gestione economica considerata equilibrata e un miglioramento significativo degli indicatori finanziari della Regione Umbria. Allo stesso tempo, la Corte dei Conti richiama l’amministrazione regionale a proseguire il percorso di consolidamento affrontando le questioni che continueranno a incidere sul futuro del territorio: sostenibilità del sistema sanitario, mobilità sanitaria, andamento demografico, trasporto pubblico locale e valorizzazione delle risorse disponibili.

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