Coronavirus, in Umbria in un giorno 33 guariti, ma sale l’indice Rt e i ricoveri

 
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Elaborazione grafica di Salvatore Sonni

Coronavirus, in Umbria in un giorno 33 guariti, ma sale l’indice Rt e i ricoveri

Sono stati 33 i guariti in Umbria dal Coronavirus. E’ certamente una bella notizia, ma nello stesso giorno i nuovi contagi sono stati 21. Con questi valori in un solo giorno gli attuali positivi scendono da 472 a 460.  Se consideriamo l’andamento settimanale,  dall’11 al 18 settembre, notiamo che ci sono 151 casi in più. I casi positivi sono passati da 2009 dell’11 settembre a 2160.

I guariti sono cresciuti da 1528 a 1618 (+90); i ricoveri totali sono passati da 23 a 32 (+9), di cui 5 in rianimazione (+1). I decessi sono 83, due in più nel giro di 48 ore. L’elevato numero
di guarigioni ha fatto diventare covid-free tre comuni: Bettona, Città della Pieve e Castiglione del Lago. Le città alle prese con il virus scendono da 55 a 52: 17 delle quali con un solo caso.

La situazione in Italia non è esattamente la stessa. L’Instant Report Covid-19, iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto
sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale rileva che aumentano i ricoveri in Italia specialmente nel Centro-Sud.

Se si analizza l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede un incremento maggiore nelle regioni del Centro (8,55%) e del Sud (8,52%) rispetto alle regioni del Nord (4,38%).
In particolare si registra un aumento in Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria, mentre nelle Marche una lieve diminuzione durante l’ultima settimana. Si tratta del gruppo di lavoro è coordinato da Americo Cicchetti, Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’ateneo.

Per quanto riguarda le terapie intensive, l’Umbria rappresenta la regione che attualmente registra il rapporto più elevato tra ricoverati in terapia intensiva sui ricoverati totali (20,69%) seguita dalla Sardegna (17,31%). In media, in Italia, l’8,3% dei degenti per Covid-19 viene ricoverato in terapia intensiva.

In Umbria sale l’indice di trasmissione Rt. Il monitoraggio settimanale torna a indicare un indice Rt in risalita, passando da 0,77 a 0,85. Rispetto alle scorse settimane, la maggior parte dei casi (81,9%) continua ad essere contratta sul territorio nazionale, con diminuzione dei casi importati da stato estero (10,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio). Nel 7,3% dei casi l’informazione non è indicata. È in diminuzione da due settimane la percentuale casi importati da altra Regione/PA (5,5% nella settimana corrente).

In Italia si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei. Anche in questa settimana si rileva una trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale, che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti e spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico sia sul territorio nazionale che all’estero.

Nelle due ultime settimane si è osservato un amento significativo dell’età mediana alla diagnosi. Questo è probabilmente dovuto ad una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia.

Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei, ma con un aumento da sette settimane consecutive. Il rispetto delle misure di prevenzione e della quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie resta un elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell’infezione.

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