Coronavirus in Italia, l’analisi dell’esperto, Umbria miglior regione

 
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Coronavirus, a Ferragosto in Umbria 13 nuovi positivi, uno in terapia intensiva

Coronavirus in Italia, l’analisi dell’esperto, Umbria miglior regione

da Salvatore Sonni
Nettamente migliorato il quadro generale con un trend virtuoso di tutti gli indicatori principali del fenomeno epidemiologico, oramai in atto da parecchie settimane.
Permangono comunque situazioni di pressione sulle principali regioni del Paese, che da sole pesano circa il 70% del totale: si tratta di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria (la Lombardia, da sola pesa circa il 49%).

Anche in queste zone comunque il quadro è meno fosco rispetto a qualche settimana addietro ed ora si resta in (ansiosa) attesa di verificare come e quanto incideranno le riprese delle attività sociali e lavorative.

Continua a rimanere ben saldo il centro sud, dove le azioni del governo – accettate, apprezzate  e rispettate – dalla maggior parte dei cittadini – hanno dato ottimi risultati in termini di contenimento dell’epidemia. Molte regioni, però, in considerazione dei buoni risultati avuti  spingono per aperture più decise delle varie attività probabilmente sottovalutando i rischi di vanificare quanto fin qui ottenuto col sacrificio di noi tutti e, forse, non considerando che i frutti positivi raccolti sono dovuti, non al  caso ma alle restrizioni alla circolazione e al distanziamento sociale attuati per tante settimane.

NUOVI CONTAGI: sono finalmente scesi sotto le 1.000 unità;  ieri solo +803, pari al +0,38%; livello che non si verificavano dal lontano 3 Marzo.

TERAPIA INTENSIVA: Si sono ridotti notevolmente i ricoveri, scendendo ad appena 1.017 unità, praticamente la metà rispetto al picco massimo di 4.068 dei 4 di Aprile, ed oggi interessa lo 0,4% dei contagiati. In questo momento non rappresenta più un punto critico di crisi!

RICOVERATI OSPEDALIERI: Diminuiscono costantemente e oggi sono 13.618, pari al 6,2% dei contagiati (nel picco massimo arrivarono a oltre 29.000 e si era ai primi di Aprile.

RICOVERATI AL DOMICILIO: sono scesi a 68.679 unità, pari al 31% dei contagiati. Ricordiamo che arrivarono a oltre 83.000 ai primi di Aprile.

ATTUALI POSITIVI: Sono le persone contagiate residuali, ancora sotto cura. Sono in diminuzione netta oramai da oltre tre settimane e sono pari oggi 83.324 unità, scesi praticamente al  38% di tutti i contagiati (il restante 62% è composto dai guariti, 48,0% e dai deceduti, 13,9%). Ciò conferma il fatto come da alcune settimane i nuovi casi di contagio sono molto  inferiori alla somma di guariti+ deceduti.

Tiene sempre molto bene, come già accennato sopra, il sud nel suo complesso ed anche il centro, con Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Lazio ma anche Toscana, in continuo miglioramento su tutti gli indicatori, compreso le guarigioni. Ciò conferma – e riteniamo opportuno ribadirlo – la  validità delle restrizioni alla circolazione e l’efficacia  delle  operazioni di circoscrizione messe in atto attorno ai nuovi casi di contagio.

DECESSI: sono scesi sotto le 200 unità giornaliere, (ieri 156), per un totale di 30.560, pari al  13,9% dei contagiati  ufficialmente accertati. Di tali decessi, ben il 49% proviene dalla Lombardia. Si rilevano forti differenze fra le varie regioni, in termini di indici di letalità;  Si va da un minimo del 5,0% dell’Umbria al pesante 18,4% della LOMBARDIA e una media nazionale del 13,9%. Bene anche varie regioni del centro e del  sud, con il LAZIO, Calabria, Sicilia,  Basilicata e Molise, con valori attorno al 7%.% di deceduti.

GUARITI: Si è arrivati a un bel traguardo di 105.186 guariti, pari al 48% dei contagiati. Le guarigioni in Lombardia sono appena al 34%, appesantita  dall’incalzare dei nuovi contagi. Ma anche alcune regioni del sud sono sotto il 30% di guarigioni.

RAPPORTO GUARITI/DECEDUTI:  Il rapporto medio nazionale GUARITI/DECEDUTI è di  3,44 :1 con sensibili differenze fra la varie regioni:  l’Umbria ha un indice di 17,28 mentre Veneto, Friuli Trentino, Aosta e Basilicata sono appena sopra il 6: tale indice in Lombardia è 2,42:1 uno dei peggiori del Paese. Si ricorda che man mano che passa il tempo questo indice è destinato a migliorare (crescere), data la lunghezza dei tempi di degenza degli ammalati, come già detto più sopra, che pare arrivino anche a 8 settimane per arrivare ad avere un tampone negativo.

TAMPONI: in continuo aumento il numero dei tamponi eseguiti (ad oggi un totale di 2.565.000,  al  ritmo fi circa 70.000 tamponi al giorno.


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