Coronavirus in Italia al 22 aprile 2020, la situazione regione per regione

 
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Coronavirus in Italia al 22 aprile 2020, la situazione regione per regione

da Salvatore Sonni (esperto statistico)
Continuano i miglioramenti generali in Italia sul fronte del Coronavirus, tranne che nel campo dei deceduti ancora attorno a quota 500 (ieri scesi a 437). Sotto zero la crescita degli attuali positivi, ieri -10 unità. Praticamente i nuovi contagiati sono stati compensati dai guariti (2.943 sommati ai deceduti.

Da evidenziare che nella giornata sono stati effettuati più tamponi rispetto al giorno precedenti (63.111 contro i circa 52.000 del giorno prima)

Ci sono ancora varie aree che crescono, con emersione di nuovi casi positivi. Tiene ancora molto bene il sud nel suo complesso ed anche il centro. Molto sostenuti ancora i numeri di Piemonte a Lombardia, ma anche Emilia Romagna e Veneto e ciò fa sorgere molte perplessità e timori dubbi sull’opportunità di allentare le misure di restrizione attuali.

Risaliti ieri a 3.370 i nuovi casi di contagio, sospinti anche dai maggiori tamponi eseguiti. Tiene bene i centro sud, come già detto sopra, grazie alle restrizioni alla circolazione e grazie a efficaci operazioni di circoscrizione che vengono messe in atto attorno ai nuovi focolai.

Prosegue l’alleggerimento delle posizioni ospedaliere, con la liberazione di posti in TI (ieri -87 unità) che portano a un totale dei ricoverati in questi reparti a 2.384 unità, ben inferiori al picco massimo di 4.068 persone, del 3 Aprile. In forte riduzione ieri anche il numero degli ospedalizzati meno gravi (-329 unità).
Diminuiscono gli attuali positivi di -10 unità, come già detto sopra, per il secondo giorno consecutivo.

DECESSI: Ieri ancora 437 unità. Sono in totale 25.085 pari al 13,4% dei contagiati ufficialmente accertati. Si rilevano forti differenze fra le varie regioni, meritevoli di approfondimenti. Si va da un minimo del 4,5% dell’Umbria a un 18,4% della LOMBARDIA e una media nazionale del 13,4%. Bene anche il LAZIO con una percentuale di deceduti del 6,2% e il VENETO col 7%.  Anche Calabria e Sicilia sono attorno al 7% di deceduti.

GUARITI: Oggi un buon numero di guariti, di 2.943 unità, che portano il totale dei guariti stessi a 54.543, pari al 29,1% dei contagiati. Questo dato risulta più basso di quelli che si stanno riscontrando in altri Paesi europei. Anche nell’ambito della stessa Italia ci sono differenze sensibili fra le varie regioni, con il miglior dato che è quello dell’Umbria (68,2%), seguita dal Friuli V.G. con il44,8% di guariti. Male la Lombardia, ancora al 32% di guariti.

Per quanto riguarda le percentuali delle guarigioni risultano provvisoriamente svantaggiate quelle a più recente diffusione del virus (come Piemonte e tutto il centro-sud), a causa dei lunghi tempi di degenza richiesti.

RAPPORTO GUARITI/DECEDUTI: Il rapporto medio GUARITI/DECEDUTI è di 2,17:1, con sensibili differenze fra le varie regioni. Il Friuli ha un rapporto di 5,1 l’Umbria con il miglior dato nazionale, è al 15,1 (n° guariti per ogni deceduto). Il Veneto è a 4,7 il Lazio a 3,1. La Lombardia è a 1,74, uno dei peggiori del Paese. Si ricorda che man mano che passa il tempo questo indice è destinato a migliorare data la lunghezza dei tempi di degenza degli ammalati, come detto più sopra.

TAMPONI: in aumento nella giornata di ieri il numero dei tamponi eseguiti.

L’indice (ricavato per estrapolazione) del n° dei giorni ipotetici necessari per un raddoppio dei contagi, è di circa 54 ben migliore rispetto ai soli 3 giorni dei primi di Marzo.



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