Concepiscono figlia per poi abusarne sessualmente, tre arrestati

 
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Bimba abusata, nuovi particolari, nei file dell'orrore altre vittime di pochi mesi

Concepiscono figlia per poi abusarne sessualmente, tre arrestati

Due donne, una di Terni e l’altra di Reggio Emilia, sono state arrestate stamani dalla polizia postale della Toscana. L’accusa è quella di aver abusato delle loro bambine molto piccole per compiacere un uomo e per realizzare materiale pedopornografico a lui destinato. I reati contestati agli arrestati sono, a vario titolo, violenza sessuale su minori di dieci anni, produzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

In manette anche il loro presunto istigatore, compagno di quella abitante in Umbria nonché padre di una delle baby vittime. Su l’uomo e la donna di Terni c’è pure il sospetto, secondo l’ordinanza del gip di Firenze che dispone gli arresti in carcere, che la coppia abbia concepito la figlia al solo scopo di abusarne, per farne un proprio “giocattolo sessuale”.

Da una “chat tra i due – evidenzia infatti il giudice Agnese Di Girolamo – emerge come assolutamente verosimile” che la gravidanza sia stata voluta “con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise”.

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L’uomo, 40 anni, residente nella provincia di Grosseto, avrebbe abusato della figlia in almeno tre occasioni, secondo le ricostruzioni investigative. Gli episodi sarebbero avvenuti sempre con la complicità della madre della piccola che gli avrebbe inviato più volte per Whatsapp foto pedopornografiche della loro stessa figlia. La donna, inoltre, lo avrebbe consigliato su come adescare bambini, inviandogli un manuale trovato su internet dal titolo ”Come praticare l’amore bambino”, per adescare minori senza essere scoperti.

L’altra donna, che abita nell’area di Reggio Emilia, peraltro incensurata come la prima, avrebbe agito per denaro, alcune centinaia di euro per volta. Dal 2011, quando la figlia aveva solo 1 anno, avrebbe inviato al 40enne immagini degli abusi da lei stessa commessi verso sua figlia, sempre in cambio di soldi. Da pochi mesi aveva smesso per timore che la bambina, quando fosse diventata più grande, raccontasse tutto al padre, che era all’oscuro di tutto ed è risultato completamente estraneo alla vicenda.

Le bambine sono state affidate ai servizi sociali e portate in strutture protette. Le indagini sono partite da accertamenti sul 40enne, da tempo sotto la lente delle forze dell’ordine. Il 40enne nel 2006 fu condannato a Grosseto a 1 anno e 6 mesi per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, nel novembre 2019 il tribunale di Firenze lo ha condannato a 2 anni e 4 mesi per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

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