CasaPound, aeravamo in tre ad affiggere i manifesti e ci hanno aggrediti

Ci hanno assaliti alle spalle, avevano spranghe e altro, non abbiamo capito più niente. Ribecco: "Sono finito in ospedale"

Perugia, CasaPound

CasaPound, aggressione, eravamo in tre ad affiggere i manifesti e ci hanno aggrediti

PONTE FELCINO –  «Eravamo girati di spalle, in tre, stavamo affiggendo i manifesti sulla plancia, quando è passata un’auto e abbiamo sentito delle grida», Antonio Ribecco, i CasaPound (candidato al Parlamento per le politiche del 4 di marzo), la racconta così l’aggressione di ieri sera a Ponte Felcino. «Alle grida – dice – ci siamo girati e poi di siamo rimessi ad attaccare i manifesti. Da lì in poi l’inferno. Io sono andato al pronto soccorso pieno di lividi».

CasaPound aveva appena incollato il primo manifesto  si accingeva ad affiggere l’altro quando è scoppiato l’inferno. «Ad un certo punto – racconta Antonio Ribecco – si sono fermati, sono scesi, tutti bardati e ci hanno assaliti. Tutto quello che viene raccontato: taglierini, lame, e altro sono tutte fandonie. Noi non abbiamo usato niente del genere. Non ci ho capito più niente, noi eravamo in tre e loro almeno quattro e non come dichiarato che erano in due».

Ribecco puntualizza anche che gli “unici manifesti freschi, quando è arrivata la polizia, erano in nostri. Loro non stavano affiggendo proprio niente. Sul posto, ad attaccare manifesti, c’eravamo solo noi di CasaPound e nessun altro”.

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4 Commenti

  1. La prossima volta che attaccate i manifesti portatevi la pistole e sparateli a sto infami che vengono alle spalle.
    Non lasciatevi intimorire tanto tutti hanno paura di noi casapound.

    • Quando la smetteranno di fare danni, i comunisti sinistroidi? Eppure la storia dovrebbe insegnare… il comunismo è stato un fallimento totale, vedi URSS, Cina, Cuba,ecc.

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