Carceri, celle sotto i 3 mq in 30 istituti italiani

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Antigone: uso diffuso di psicofarmaci tra i detenuti

n 30 carceri italiane su 95 visitate, le celle non rispettano il parametro minimo di 3 metri quadri calpestabili per ciascun detenuto. Lo evidenzia il rapporto annuale “Senza Respiro” diffuso dall’associazione Antigone, che monitora le condizioni detentive nel Paese.

Secondo il documento, la metà degli istituti si trova in aree non urbane, mentre gli altri sono inseriti nel contesto cittadino. Tra questi ultimi, solo otto sono stati costruiti in tempi recenti, mentre 19 risalgono a prima del 1900, con strutture considerate obsolete.

Il rapporto segnala anche un utilizzo esteso di psicofarmaci tra i detenuti. In particolare, il 44,25% fa ricorso a sedativi o ipnotici, mentre il 20,4% assume stabilizzanti dell’umore, antidepressivi e antipsicotici. I dati sollevano preoccupazioni sulle condizioni psico-fisiche delle persone recluse e sull’impatto delle condizioni materiali e ambientali sulla salute mentale.

L’associazione ha effettuato le sue visite nel corso del 2024, raccogliendo dati qualitativi e quantitativi utili a descrivere il sistema penitenziario italiano, con particolare attenzione al sovraffollamento e all’accesso alle cure mediche.

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