Caos asili dopo Tar, sindaci spaccati su riapertura, Regione si oppone

 
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Caos asili dopo Tar, sindaci spaccati su riapertura, Regione si oppone

Giornata intensa ieri nei comuni in zona rossa in Umbria. Il tar ha ordinato la riapertura di Nidi e scuole d’Infanzia, ma non tutti sono d’accordo. Alcuni decidono di riaprire, altri non lo fanno.

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L’Anci dopo la riunione ha chiesto alla sanità umbra e alla Regione Umbria un documento che attesti la gravità della situazione, una relazione epidemiologica sull’attuale situazione Covid. I sindaci assistiti dall’avvocato Giuseppe Caforio, avevano prodotta una bozza tipo, in punta di diritto, di “ordinanza contingibile ed urgente per la chiusura temporanea e sospensione a scopo precauzionale delle attività didattiche e dei Servizi educativi per l’infanzia”. A questa bozza si sono attenuti decine di sindaci a cominciare da quello di Perugia, Andrea Romizi. “L’Amministrazione comunale – era scritto in una nota -, alla luce delle condizioni epidemiologiche critiche nella città di Perugia, ha deciso di non riaprire le strutture socio educative per l’infanzia e assumere un provvedimento volto a tutelare la salute delle comunità. Le ragioni alla base della non riapertura confermano che allo stato attuale non ci sono le condizioni sanitarie e di sicurezza tali da consentire la riapertura delle strutture. L’amministrazione comunale, pur consapevole dei disagi per le famiglie recati dalla chiusura dei servizi educativi fino al 21 febbraio, ritiene necessaria l’adozione del provvedimento, vista anche la recrudescenza del virus e ritiene opportuno, anzitutto tutelare la salute pubblica della cittadinanza.

Come Romizi hanno deciso di restare chiusi fino al 21 febbraio sono Assisi, Bastia, Bettona, Bevagna, Castiglione Del Lago, Cannara, Città Della Pieve, Corciano, Foligno, Giano, Gualdo Cattaneo, Magione, Marsciano, Montefalco, Nocera, Perugia, Spello, Torgiano, Trevi, Umbertide, Valfabbrica e Valtopina. I comuni che hanno deciso di riaprire accettando la decisione del Tar sono Gubbio, Gualdo Tadino, Pietralunga. Amelia e Todi aperti da domani dopo la sanificazione. Città Di Castello, Campello, Spoleto, San Venanzo, Massa Martana, Norcia aperte da mercoledì 17 febbraio (dopo sanificazione).

La Regione in serata ha proposto opposizione al Tar dell’Umbria nonché ricorso al Consiglio di Stato avverso il provvedimento di sospensiva del Tar regionale del 13 febbraio in merito all’ordinanza regionale numero 14 del 6 febbraio, con specifico riferimento alla parte in cui la Regione Umbria sospende “tutti i servizi socio educativi per la prima infanzia fino a 36 mesi pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell’infanzia, statali e paritarie”.

Tanti bambini, 12mila dell’Infanzia dei 59 comuni della provincia di Perugia e dei due del Ternano (Amelia e San Venanzo) che rimangono a casa, sballottati di qua e di là tra nonni e baby sitter, perché i genitori devono lavorare e non possono lasciarli da soli.

Il Comitato “A scuola” ieri mattina aveva informato in una nota firmata da Francesca Leone e Martina Leonardi che “qualora i Comuni non si adattassero al decreto del Tar i genitori interessati sarebbero pronti a impugnare eventuali Ordinanze Sindacali”.

La decisione del Tar, comunque, resta efficace fino all’esito dell’opposizione e/o del ricorso, salvo provvedimenti ordinativi dei Sindaci nei rispettivi Comuni.

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