Bullo violento allontanato da scuola, pure Tar gli dà torto

Istanza rigettata con tanto di motivazione sotto tutti i profili

Rapino un ragazzo fanno il video e lo postato sui sociale, beccati e denunciati

Bullo violento allontanato da scuola, pure Tar gli dà torto

Bullo violento allontanato – Nuova sconfitta del bullismo: dopo la pesante censura a scuola (perdita dell’anno scolastico e conseguente bocciatura), pure il TAR dell’Umbria ha stigmatizzato le azioni dello studente di un istituto superiore, i cui genitori avevano presentato ricorso, invocando un rilevante risarcimento. Niente da fare. Istanza rigettata con tanto di motivazione sotto tutti i profili.

 di Elio Clero Bertoldi

La notizia l’ha data Paolo Berizzi, su La Repubblica, giornalista sempre molto attento a queste delicate tematiche. La vicenda, nella sua stringatezza, appare molto chiara.

Il giovane, indicato come l’aggressore di un compagno di scuola (insieme ad un altro soggetto) – ecco il bullismo – era stato pesantemente punito (per la gravità della azione che gli veniva contestata) dal Consiglio di istituto in una unità di intenti con il dirigente scolastico. La “pena” stabilita per l’episodio, definito gravissimo, era stata l’immediato allontanamento dalla scuola sino a fine anno e l’esclusione dagli scrutini finali. Insomma: una bocciatura bella e buona. Anno da ripetere.

Contro la decisione del presidente e del consiglio di istituto (nell’area centro meridionale della regione) i genitori del minore bocciato avevano presentato istanza al Tribunale Amministrativo Regionale, sollecitando – per l’anno perduto dal ragazzo – un risarcimento pari a 25.000 euro. Istanza, appunto, respinta completamente dai giudici. In pratica i ricorrenti sostenevano l’incompetenza della Giunta esecutiva dell’istituto nell’assumere il provvedimento.

Il tribunale ha replicato che il regolamento (noto a studenti e genitori dell’istituto) é stato rispettato, ed in aggiunta, ha rimarcato la preoccupazione espressa dai familiari della vittima e degli altri studenti, del ritorno sui banchi di scuola degli aggressori. Non solo. I ricorrenti avevano fatto rilevare che il loro figlio era stato, nella circostanza, succube, psicologicamente, del suo amico, il principale aggressore.

Nella loro decisione i giudici hanno però fatto notare che la prestanza fisica del ragazzo, gli avrebbe consentito di impedire la violenza del compagno o comunque di rifiutarsi di continuare nell’azione, considerando anche le suppliche della vittima che pregava a gran voce di porre fine al pestaggio.

Secondo stime, molto generiche – in quanto non tutte le vittime dei bulli denunciano o rendono pubbliche le azioni di cui vengono fatte segno – rappresenterebbero una percentuale del 25%: insomma una vittima ogni quattro studenti.
Atti di bullismo vengono considerati offese, prese in giro, molestie ed aggressioni fisiche ed anche le azioni di cyberbullismo, che si concretizzano attraverso pettegolezzi, ingiurie o quant’altro di offensivo immessi sulla piazza virtuale dei social.

Secondo una ricerca di circa tre anni or sono un ragazzo o ragazza su 10 viene offeso, molestato o addirittura aggredito a motivo dell’omofobia, cioè per le sue tendenze sessuali.

1 Commento

  1. Una volta, se mi comportavo male a scuola e beccavo una nota, a casa non ricevevo di certo un premio…. evidentemente, nei tempi moderni, con questa società buonista e politicamente corretta, anche molti genitori si sentono in dovere di comprtarsi come e peggio della loro delinquenziale prole.

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