Bimbo cacciato dall’aula, va fuori dall’istituto, trovato in lacrime

Due sono i motivi per cui un insegnante non può adottare questa “strategia”

 
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Bimbo cacciato dall'aula, va fuori dall'istituto, trovato in lacrime

Bimbo cacciato dall’aula, va fuori dall’istituto, trovato in lacrime

+++ Sarebbe accaduto in una scuola dell’hinterland Bastiolo +++

La protesta sul profilo Facebook della signora che ha vissuto in prima persone questa esperienza. Trascriviamo e riportiamo:

Vorrei raccontare un fatto, poco piacevole secondo me, che è accaduto oggi fuori la scuola elementare. Alle 12:40 parcheggio davanti alla scuola per prendere mio figlio e noto, fuori ii portone della suddetta un bambino con il grembiule che si guarda intorno, spaesato a spaventato mi avvicino e gli chiedo come mai fosse li ( intanto arrivano altri genitori) il piccolo risponde che la maestra lo ha mandato fuori in quanto disturbava (inizia a piangere…).

Tranquillizzo il piccolo con l’aiuto di un altra mamma e lo accompagno in portineria dove il bidello lo prende e accompagna in classe (2 elementare) • Giunge una signora e ci dice che il bambino è fuori dalla scuola da circa un’ora!!!

All’uscita degli alunni, la maestra del bambino, chiama la mamma in un angolo e inizia a dirle che oggi era stata una giornataccia, che il bambino non aveva collaborato in classe e via dicendo omettendo il fatto che fosse stato messo in punizione fuori la scuola.

A quel punto siamo intervenuti noi genitori e abbiamo fatto presente alla maestra ciò che avevamo vista la risposta??? E stato fuori solo 15 minuti!!! Ma ci rendiamo conto??? Un bambino di 7 anni fuori dalle mura scolastiche durante le lezioni e nessuno che lo…

E qui, purtroppo il messaggio che ci è stato fatto pervenire si interrompe, ma non si interrompe affatto la nostra volontà di avere chiarezza su questa bruttissima vicenda.

Certo, siamo anche convinti che l’insegnante avrà voluto mandare il piccolo fuori dall’aula e lui, chissà, ferito come non mai, spaventato, disorientato è uscito dall’istituto e lì lo ha trovato la signora che ha scritto il messaggio.

Non va bene che si espella dall’aula un alunno e non va neanche bene che chi sta fuori dall’aula (i bidelli ndr) non si accorgano che il bambino è, addirittura, uscito dall’istituto.

Speriamo, una volta accertata la veridicità di quanto raccontatoci, si prendano i giusti provvedimenti.

A margine, se un insegnante è costretta a cacciare dall’aula un alunno, dovrebbe interrogarsi sul suo reale valore di docente e informarsi sulle norme vigenti.

Può un insegnante mandare fuori dalla classe un alunno indisciplinato?

La risposta è negativa. Due sono i motivi per cui un insegnante non può adottare questa “strategia”:

  • il primo è di natura didattico\educativa
  • il secondo è strettamente legale

Il motivo didattico/educativo fonda le proprie radici sul fatto che all’insegnante viene affidato lo studente, e pertanto il docente ha il dovere di prendersi cura della sua educazione, della sua preparazione e della sua sicurezza.

Infatti, nel caso in cui si mandi fuori un alunno dalla classe, durante tutto il periodo della sua forzata assenza non gli si può insegnare nulla, ledendo il suo diritto di studio e, soprattutto, non è possibile svolgere la dovuta sorveglianza.

(Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/7913-quanto-rischia-l-insegnante-nel-mandare-fuori-dalla-classe-un-alunno.html)

Il secondo motivo è legato all’obbligo di vigilanza di tutti gli alunni da parte del docente, per non incorrere nella “culpa in vigilando”.

Gli alunni non devono mai essere lasciati soli, infatti, se un alunno si fa male, il docente che avrebbe dovuto vigilare ha responsabilità penali, civili, amministrativo-patrimoniali e disciplinari, ed è costretto a dimostrare che aveva messo in atto tutto quello che era necessario per evitare l’incidente, ma che non aveva potuto impedirlo. Si ricorda che per “culpa in vigilando” si intende letteralmente “colpa nella vigilanza” come da traduzione dal latino da cui deriva il termine, viene utilizzata per descrivere la responsabilità di un fatto illecito accaduto ed avviene attribuito ai soggetti obbligati alla sorveglianza di particolari persone che non possono o vengono ritenute non in grado di rendersi conto delle proprie azioni personali.

(Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/7913-quanto-rischia-l-insegnante-nel-mandare-fuori-dalla-classe-un-alunno.html)

maestraemamma.it/

 

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