Avvocati insultati per il vaccino, la Usl: “Nessun canale preferenziale”

 
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Avvocati insultati per il vaccino, la Usl: "Nessun canale preferenziale"

Avvocati insultati per il vaccino, la Usl: “Nessun canale preferenziale”

“Avvocati insultati come se fossimo una manica di ladri o privilegiati che rubano le dosi di vaccini ai fragili. È una cosa assurda, è stata banalmente rispettata la legge. Questa polemica è stata creata ad arte e sta infangando la categoria ingiustamente come poche altre volte”. E’ il freddo commento di un avvocato Perugino profondamente disgustato da quanto sta accadendo da ore nella piazza dei social, in seguito ad alcuni legali chiamati a vaccinarsi nella giornata di domenica.

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Tante polemiche per questo. Tutto è cominciato quando al Cva Trestina si sono presentati gli avvocati del distretto dell’Altotevere: tutti con una mail arrivata sabato sera alle 21.30. «L’Ordine degli Avvocati – si legge nel testo – è stato informato della disponibilità di 110 dosi di vaccino AstraZeneca che dovranno essere somministrare domani mattina. Gli avvocati che fossero interessati possono recarsi al punto vaccinale ove si procederà alla profilassi fino ad esaurimento del numero di dosi disponibili, secondo l’ordine di arrivo e previa verifica delle condizioni di salute». Mentre gli avvocati sono in fila si scatena la polemica politica sull’opportunità di usare le dosi di AstraZeneca ’avanzate’ proprio per la loro categoria.

Il primo a parlare è stato il consigliere comunale di Tiferno Insieme, Vittorio Vincenti: “Sono molto contento che gli Avvocati locali siano stati vaccinati, magari con le dosi di coloro che hanno rinunciato al vaccino Tuttavia resta non compressibile come mai gli avvocati siano di punto in bianco una categoria prioritaria al pari di Insegnati, Operatori Sanitari o Anziani. Non risulta che ne piano vaccinale Nazionale siano inseriti come categoria a rischio”.

Dopo di lui due consiglieri regionali uno Thomas De Luca del M5S e l’altro del Pd, Tommaso Bori, hanno cominciato a chiedere spiegazioni del perché accadeva tutto questo. “Il centro vaccinale dell’Alta Valle del Tevere a Trestina trasformato nel peggior mercato del pesce rionale – scrive De Luca. Domenica mattina 110 avvocati sono stati chiamati a vaccinarsi con un sms. Chi prima arriva gli viene somministrata la dose. E chi se ne importa delle persone fragili e con disabilità, di chi ha malattie pregresse, dei care giver, del personale del commercio esposto in prima persona al contagio. Mancanza di trasparenza, mancanza di pianificazione ma soprattutto mancanza di una guida autorevole. In buona sostanza, il caos e l’anarchia decidono le priorità vaccinali della Regione Umbria”.

Gli fa seguito Tommaso Bori che sul suo profilo scrive: “Su quali basi scientifiche, o almeno di buon senso, si è deciso nella tarda serata di sabato di destinare le dosi di vaccino avanzate ad un solo ordine, quello degli Avvocati, in una seduta vaccinale improvvisata la mattina successiva? Con che criterio la Giunta Tesei prende le proprie decisioni? Perché non ai dipendenti della grande distribuzione, del trasporto, a chi è impegnato nel settore delle pulizie o a qualunque categoria di lavoratori essenziali? Oppure perché non i disabili, i loro familiari, ai caregiver o alle badanti dei nostri anziani?”

La Usl Umbria 1 è stato costretta a intervenire spiegando come sono andate le cose: “La direzione aziendale dell’Usl Umbria 1, in relazione alle notizie stampa che stanno girando in queste ore sulla questione della vaccinazione di un gruppo di avvocati presso il punto vaccinale territoriale di Trestina di Città di Castello, sottolinea che tutti i referenti dei servizi essenziali, non solo avvocati, ma anche operatori della scuola, assistenti sociali, forze dell’ordine ed onoranze funebri, sono stati allertati della presenza di alcuni posti liberi nella giornata di domenica 21 marzo e solo alcuni hanno risposto tempestivamente. Stando ai dati raccolti, infatti, nello specifico risultavano solo 5 prenotazioni per il punto vaccinale di Trestina (su 118 disponibili), 10 per quello di Bastia Umbra e 28 per quello di Ponte D’Oddi di Perugia.

“Questa soluzione è stata maturata, – afferma il direttore sanitario Massimo D’Angelo – in quanto nella giornata odierna c’erano poche prenotazioni ed alcune persone hanno disdetto. Con l’obiettivo, da tutti condiviso, di non sprecare vaccini e giornate di lavoro in questa delicata fase della vaccinazione, gli operatori sanitari nella serata del sabato hanno contattato i referenti dei servizi essenziali, che erano già caricati a sistema, comunicando la disponibilità e l’opportunità di coprire posti liberi ed anticipare la vaccinazione”.

“Non abbiamo operato in base a canali preferenziali – specifica anche Michela Cardamone, responsabile del team vaccinale dell’Usl Umbria 1 – ma con il principio che avevamo agende con posti disponibili per coloro che devono comunque ricevere il vaccino AstraZeneca che, in questo momento, sono tutti gli operatori dei servizi essenziali. Mentre dal primo aprile ci dedicheremo a tutte le categorie delle persone fragili che, invece, dovranno essere vaccinate con Pfizer”.

A rispondere all’appello non sono stati solo gli avvocati ma anche gli operatori degli altri servizi. Nello specifico a Trestina, oltre ai sopracitati, sono stati vaccinati anche alcuni rappresentanti delle categorie degli assistenti sociali e delle onoranze funebri. A Bastia sono stati dirottati anche vari rappresentanti delle forze dell’ordine che non si erano potuti vaccinare in precedenza. A Perugia, infine, si sono presentati coloro che afferiscono al mondo della scuola e delle onoranze funebri. Un recupero di posti che ha richiesto un notevole sforzo anche agli operatori sanitari in queste operazioni aggiuntive.

Ed infine l’avvocato Perugino conclude dicendo: “Anche noi siamo una categoria molto a rischio, visto come sono messi i tribunali…aule piccole e ancora oggi sovraffollate. Trovo vergognosa questa polemica. E’stata rispettata la legge poiché gli avvocati sono una categoria dei servizi essenziali del settore giustizia. Questa polemica è ingiusta e inaccettabile”.

“Noi non abbiamo sollecitato alcunché. E’ stata la Usl a contattare la referente per il piano vaccinale Covid dell’Ordine degli avvocati di Perugia”: a dirlo è Stefano Tentori Montalto, presidente dell’Organismo forense dopo la polemica per la somministrazione di alcune dosi ‘in avanzo’ ad alcuni iscritti in Alto Tevere. “Il comparto Giustizia – ricorda Tentori Montalto -, del quale fanno parte magistrati, personale amministrativo e avvocati è stato compreso nel Piano vaccinale regionale. Magistrati e personale amministrativo di Perugia hanno già cominciato la vaccinazione da sabato”.
Il presidente dell’Ordine di Perugia ricostruisce quindi quanto successo. “Nella tarda serata di ieri – spiega Tentori Montalto – è arrivata una comunicazione dall’Usl alla nostra referente dell’Ordine che c’erano un certo numero di dosi disponibili, avanzate da altre categorie. In assenza di indicazioni dei criteri da seguire da parte della Regione, come Ordine non abbiamo fatto altro, in base alla presenza degli studi legali nel ristretto territorio di interesse, di comunicare ai colleghi che c’era questa disponibilità. Se l’avessimo inviata indiscriminatamente a tutti i 2.500 iscritti avremmo avuto un esodo di massa. Abbiamo cercato di attivarci il prima possibile – conclude Tentori Montalto -, nel modo più logico, trasparente ed oggettivo possibile”.

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