Assalto alla sala slot di Ponte San Giovanni, presa la banda

Assalto alla sala slot di Ponte San Giovanni, presa la banda

Assalto alla sala slot di Ponte San Giovanni, presa la banda

Era il 27 febbraio scorso quando una banda di sei rapinatori incappucciati, armati di spranghe e pistole sfondarono a calci la porta di emergenza della sala slot di Ponte San Giovanni portando via più di 25 mila euro. Ora la banda che ha compiuto colpi in altre regioni (Toscana, Umbria, Veneto ed Emilia-Romagna) è stata presa.

Una banda di professionisti di furti e rapine, con tecniche che assomigliano a quelle dei militari, che in soli tre mesi ha messo a segno almeno 29 colpi. Sono cinque i destinatari del provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso il 9 ottobre 2019 dalla Procura della Repubblica di Firenze (sostituto procuratore Vito Bertoni), eseguito dai carabinieri di Firenze. Quattro dei destinatari del provvedimento, di nazionalita’ rumena, sono stati fermati a Montecatini Terme (Pistoia); il quinto, di nazionalita’ albanese, a Firenze. Hanno eta’ comprese tra i 21 e i 35 anni. Il provvedimento scaturisce dalle risultanze di un’ indagine svolte dal Nucleo Investigativo di Firenze, con il contributo del Comando di Lucca e delle Compagnie di Signa e Borgo San Lorenzo, che ha consentito di ricostruire un’ impressionante sequenza criminale registrata in Toscana, Umbria, Veneto ed Emilia-Romagna nel periodo febbraio-giugno 2019: gli indagati sono ritenuti responsabili di ben 6 rapine in danno di sale slot e 23 furti con il metodo della “spaccata”.

Nel corso delle rapine, impiegati e clienti venivano minacciati con l’uso di una pistola semiautomatica e di corpi contundenti. Talvolta le vittime sono state percosse violentemente, come nel caso del portiere di notte di un hotel di Ravenna, colpito ripetutamente alla testa e alla schiena con un martello. I furti, invece, venivano commessi in danno di concessionarie auto, dalle quali venivano asportati autoveicoli di grossa cilindrata poi utilizzati per sfondare saracinesche e vetrate di negozi di elettronica e abbigliamento.

Ciascun colpo fruttava migliaia di euro, ricavati dalla rivendita in Romania di telefoni cellulari, occhiali di marca e altra refurtiva. Gli autori agivano sempre in un numero minimo di sei unita’ , travisati e con guanti calzati. Non di rado le autovetture trafugate sono state intercettate dalle forze dell’ ordine dopo i furti, ma gli indagati sono sempre riusciti a guadagnare la fuga attraverso manovre che hanno messo in serio pericolo l’incolumita’ degli utenti della strada, ad esempio spruzzando il contenuto di estintori verso gli inseguitori per ostacolarne l’azione.

Le indagini sono state condotte anche attraverso l’ analisi dei filmati estrapolati da sistemi di videosorveglianza e le accurate attivita’ di sopralluogo e di raccolta reperti svolte dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo, permettendo di comporre un imponente quadro probatorio a carico dei cinque destinatari del fermo nonche’ di due ulteriori appartenenti al sodalizio, gia’ ristretti presso le case circondariali di Prato e Como per reati della stessa tipologia.

E’ stato inoltre accertato come l’organizzazione agisse, con lo stesso modus operandi, in altri Paesi europei (Belgio, Germania e Danimarca), dando luogo a delle vere e proprie ondate criminali della durata variabile, da pochi giorni ad alcune settimane. E’ stata proprio l’ultima di tali sortite in Italia, avvenuta agli inizi di ottobre (a distanza di mesi dall’ ultima presenza documentata in territorio nazionale), a rendere necessaria l’ emissione del provvedimento urgente: negli ultimi giorni, la banda aveva gia’ effettuato sopralluoghi e si apprestava a commettere nuovi reati per poi ripartire alla volta della nazione di origine.

Nel corso della perquisizione dell’appartamento di Montecatini Terme, scelto dalla banda quale base di appoggio per la piu’ recente serie di azioni delittuose, sono stati rinvenuti e sequestrati una pistola giocattolo e vario materiale da travisamento (maschere, parrucche, ecc.), utilizzati per la commissione di rapine. Nei confronti dei destinatari del fermo, associati alle case circondariali di Pistoia e Firenze Sollicciano, i competenti gip, all’esito dell’ udienza di convalida, hanno emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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