Premio al talento che unisce creatività e territorio
A Ponte San Giovanni si è celebrato un momento significativo per la comunità con il conferimento di un premio a Paolo, artista e cittadino impegnato, la cui opera e dedizione hanno contribuito a rafforzare il legame tra cultura, territorio e coesione sociale. Riconosciuto soprattutto come scultore, Paolo ha saputo interpretare i cambiamenti del proprio tempo, traducendo le trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche in un linguaggio plastico capace di restituire nuove letture della realtà.
Attraverso una ricerca materica e tecnica continua, Paolo ha impiegato strumenti come ferri caldi, resine fossili e gesti personali, come lo “stiro”, per dare forma a opere simboliche e suggestive, dove la dimensione immaginifica si combina con la concretezza del lavoro artigianale. Le sue creazioni, spesso imponenti e fortemente caratterizzate, hanno nei cavalli un elemento ricorrente, soggetto prediletto che ne esprime la potenza espressiva e la poetica.
La sua disponibilità a collaborare con le istituzioni e i cittadini nelle iniziative di valore sociale e culturale ha fatto della sua arte un veicolo di integrazione, contribuendo all’inclusione di nuovi residenti e alla valorizzazione dell’identità locale. La presenza attiva dell’artista negli eventi del quartiere ha permesso alla comunità di Ponte San Giovanni di riconoscersi anche attraverso la bellezza, la memoria e la partecipazione.
Durante la cerimonia, la sindaca ha espresso parole di gratitudine agli organizzatori, sottolineando il valore rigenerante di eventi come questo per un’amministratrice. L’atmosfera vissuta nel corso del pomeriggio ha restituito, secondo le sue parole, il senso più autentico della comunità. Guardando i giovani delle scuole di danza esibirsi con entusiasmo, ha evidenziato quanto sia essenziale crescere le nuove generazioni in contesti improntati alla gioia, all’espressività e al rispetto reciproco.
Un episodio in particolare ha colpito la sindaca: una ballerina più grande che aiutava una più piccola, segnando il tempo con lo sguardo e con piccoli gesti. Un’immagine che ha evocato il significato profondo del sostegno reciproco, dell’aiuto silenzioso che definisce una collettività solidale. In questo quadro, il premio assegnato a Paolo assume un valore che va oltre il riconoscimento individuale, diventando simbolo di un impegno condiviso per mantenere vivo il senso del “noi”.
Il Centro Socioculturale “Primo Maggio”, promotore dell’iniziativa, è stato ringraziato per il ruolo svolto nel custodire e rilanciare questo spirito collettivo. La sindaca ha sottolineato come troppo spesso si dia voce soltanto a ciò che non funziona, mentre iniziative come questa rappresentano una necessaria forma di gratitudine. Un’occasione per rendere merito a chi ha dedicato tempo e talento per la crescita del contesto in cui vive, contribuendo a tessere i fili della comunità in molteplici ambiti: dall’insegnamento, all’impresa, fino all’arte.
Il riferimento all’opera di Paolo è proseguito anche attraverso il ricordo di un grifo simbolico che abbraccia Ponte San Giovanni e Perugia, come emblema di una città unita nelle sue articolazioni. Un’immagine che, per la prima cittadina, rappresenta un monito e un impegno per chi ha la responsabilità temporanea di governare, affinché non si perda mai il legame con la dimensione culturale e relazionale.
Nelle motivazioni lette da Rossella, è stata posta attenzione su alcuni elementi chiave del nostro tempo, indicati come veri ostacoli al benessere collettivo: solitudine, isolamento e individualismo estremo. Durante la giornata, la sindaca aveva visitato una residenza per anziani, rilevando l’importanza di ricucire i rapporti anche con chi vive ai margini, spesso dimenticato. In questo senso, l’arte e la cultura possono offrire uno strumento potente di connessione e di cura.
L’amministrazione comunale ha già previsto una fase di rinnovamento urbanistico per Ponte San Giovanni, ma come è stato ribadito nel corso della cerimonia, riqualificare gli spazi senza alimentare relazioni umane significative rischia di restare un’operazione superficiale. È fondamentale, ha affermato la sindaca, che tali spazi siano abitati da persone capaci di portare avanti valori fondanti e di costruire nuovi legami di senso.
In chiusura, è stato lo stesso Paolo a prendere la parola, esprimendo emozione per il riconoscimento ricevuto e soddisfazione nel sapere che quanto realizzato ha lasciato un segno positivo nella comunità. Ha sottolineato che la sua attività artistica è nata da un’esigenza interiore, dal sentire qualcosa che ha trovato corrispondenza nel bisogno collettivo. È in questa coincidenza, ha detto, che si radica il significato profondo del suo percorso.
Tra i progetti ricordati, ha menzionato “Il Paradino”, iniziativa avviata cinque anni prima su impulso di Leonardo, per la quale ha ideato una scultura di San Giorgio che uccide il drago. Un’opera carica di simbolismo, dove il santo diventa protettore della terra contro i mali contemporanei. Concludendo, ha ringraziato tutti coloro che hanno condiviso con lui questo momento, promettendo un arrivederci conviviale.
L’intera giornata si è così configurata come una narrazione corale di gratitudine, impegno e speranza. Un tributo all’arte come ponte tra le persone, come memoria del passato e visione per il futuro, in una comunità che continua a crescere nel segno della partecipazione.

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