Arresti in Liguria e in Umbria, droga nascosta in box ignari proprietari

 
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Arresti in Liguria e in Umbria, droga nascosta in box ignari proprietari

Da Città di Castello a Genova con 80mila euro in auto per acquistare hashish. Due umbri residenti in Altotevere e pluripregiudicati, sono stati arrestati nell’ambito della maxi operazione «Barbablu» che si è conclusa a Genova. I carabinieri hanno smantellato una rete di trafficanti ed emesso 14 provvedimenti cautelari, con un ingente quantitativo di droga sequestrato.

L’indagine, dall’inizio, ha portato a 22 arresti e al sequestro di un quintale di droga. I due arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con altri due genovesi destinatari di custodia in carcere, dei reati connessi all’acquisto di un’ingente quantità di hashish. A notificare i provvedimenti i carabinieri di Genova giunti fino in Altotevere, supportati anche dai colleghi della Compagnia tifernate guidati dal capitano Giovanni Palermo.

Tra le persone raggiunte da provvedimenti cautelari c’è anche un noto come il boss di Soziglia, un quartiere di Genova, già in carcere per altri episodi sempre legati al traffico di droga.

Il gruppo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Federico Manotti, faceva arrivare la droga dal Nord Africa, attraverso la Spagna, e la nascondeva dentro box affittati da ignari proprietari, in attesa di farla arrivare poi ai pusher. A Genova la droga, in prevalenza hashish, era stata stoccata dentro due box, uno in via Chiaravagna e uno dietro piazza della Nunziata. Sono sei le persone finite in carcere, due ai domiciliari e altri sei sono stati sottoposti a obblighi.

L’esecuzione ha riguardato le province di Genova e Perugia con l’impiego di oltre cinquanta carabinieri del comando provinciale supportati dai colleghi umbri e dal Nucleo Cinofili di Villanova d’Albenga.

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