ARCHEOLOGIA: RECUPERO STORICO DI URNE ETRUSCHE DA PARTE CC

(umbriajournal.com) PERUGIA – Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha sequestrato 23 urne funerarie etrusche e oltre tremila reperti archeologici di inestimabile valore storico-artistico nell’area di Perugia. Le opere, di epoca ellenistica, rappresentano il piu’ importante recupero di arte etrusca. “Le indagini – ha spiegato il comandante dei carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, gen.Mariano Mossa, in una conferenza stampa a Roma – sono scattate su tutto il territorio nazionale a seguito di un primo sequestro a Roma a carico di uno dei protagonisti del commercio illecito di beni culturali che aveva nella sua disponibilita’ una piccola testa in travertino bianco e una fotografia di un’urna etrusca. Il frammento, in realta’, costituiva una porzione di una scultura, facente parte di questo immenso tesoro recuperato, e fungeva da provino per la vendita di questi manufatti”.

“Le indagini – ha specificato il maggiore Antonio Coppola – sono iniziate due anni fa, ma la scoperta di questo tesoro e’ avvenuta circa 10 anni fa, nel perugino, in modo occasionale da parte di un’impresa edile nel corso della costruzione di una villa. L’impresa – ha continuato Coppola – si e’ pero’ ben guardata dal denunciare tale scoperta e ha cercato dei contatti nel mercato clandestino di reperti archeologici. Per mettere al riparo i manufatti, la stessa impresa li ha anche spostati dal luogo in cui li aveva rinvenuti”. “Si tratta di un ritrovamento di importanza clamorosa – ha aggiunto il direttore generale per le antichita’ del Ministero dei Beni Culturali, Luigi Mannati – e siamo gia’ al lavoro con gli archeologici della Sovrintendenza di Perugia per scoprire, con degli scavi, il contesto storico-culturale nel quale questi reperti si trovavano.

I sarcofagi – ha proseguito Mannati – risalgono ad un periodo che va tra la fine del IV secolo Avanti Cristo e l’inizio del primo secolo A.C. Le urne illustrano una battaglia tra gli Etruschi e i Celti. I sepolcri appartengono ad un’unica famiglia principesca etrusca, di quella aristocrazia che si alleo’ con Roma”. Alla presentazione dei reperti alla stampa, e’ intervenuto anche il ministro dei Beni Culturali, Massimo Brai, che ha sottolineato: “ancora una volta rischiavamo una ferita gravissima al nostro patrimonio storico-artistico. Finalmente ho ricevuto una notizia molto positiva che fa ben sperare e per questo ringrazio i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Le 23 urne, che ho avuto modo di ammirare gia’ nei giorni scorsi , sono bellissime. Ora il parlamento dovra’ riprendere la discussione che era stata interrotta alla fine della legislatura precedente per dotare i carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale di strumenti sempre piu’ idonei per il loro lavoro preziosissimo”. La fase finale delle indagini di questa mega operazione e’ iniziata lo scorso mese di febbraio, ha puntualizzato il Maggiorre Coppola, quando abbiamo individuato i soggetti coinvolti. A partire da quel momento, con la Procura di Perugia sono iniziati i pedinamenti e le intercettazioni che si sono conclusi con cinque persone deferite all’Autorita’ giudiziaria per ricerche illecite, impossessamento e ricettazione di beni culturali”.

Le urne, di eta’ ellenistica, sono tutte integre, in travertino bianco umbro, in parte decorato ad alto rilievi con scene di battaglia, fregi e alcune con particolare dorature e altri con la raffigurazione del mito di Isigenia. Gli addetti ai lavori ritengono che siano appartenute ad un unico contesto funerario, verosimilmente consistente in una tomba a ipogeo, riconducibile ad un unico gruppo familiare, i Cacni. Gli stessi esperti non si sbilanciano sul valore commerciale dei manufatti e i carabinieri non hanno ancora elementi certi per quanto riguarda il prezzo di vendita che sarebbe stato stabilito sul mercato clandestino. L’unica certezza, ha concluso il Maggiore Coppola, e’ che sette urne avevano gia’ trovato un acquirente.

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