Aperto fascicolo in procura per indagare sulla morte di Vincenzo Pugliese
La morte di Vincenzo Pugliese, avvenuta il 9 giugno scorso a San Sisto per overdose di psicofarmaci e metadone, ha portato all’apertura di un fascicolo in procura al fine di indagare sulle circostanze che hanno portato a questa tragedia. La madre di Vincenzo, Antonella Scelzo, ha presentato un esposto al procuratore capo Raffaele Cantone chiedendo la verità sulla morte del figlio e ha ipotizzato due capi di imputazione: l’omicidio colposo e l’omissione di atti d’ufficio. Lo riporta oggi il Messaggero dell’Umbria in un articolo a firma di Egle Priolo.
Il sostituto procuratore Patrizia Mattei, incaricata del caso, sta lavorando in silenzio sulle indagini, che al momento sono contro ignoti. La storia di Vincenzo, che è stata raccontata dal Messaggero e dal Tgr Umbria, parla di una giovane persona affetta da polidipendenza e disturbo borderline di personalità, con episodi di violenza sia verso gli altri che verso se stesso. Tuttavia, due pronunciamenti giudiziari avevano ordinato l’ingresso di Vincenzo in una comunità di recupero in modo “improcrastinabile”.
Nonostante ciò, Vincenzo non è mai stato ammesso in nessuna struttura, nonostante le richieste e le sollecitazioni da parte della famiglia, dell’amministratore di sostegno e persino del ragazzo stesso. L’accesso agli atti effettuato dall’avvocato Sara Pievaioli ha rivelato che la comunità indicata dal giudice aveva dato la disponibilità all’inserimento di Vincenzo, ma a condizione che la richiesta pervenisse attraverso il Sert (Servizio per le Dipendenze) e il Csm (Centro di Salute Mentale). Tuttavia, non è stata eseguita alcuna ordinanza e il percorso di trattamento e cura non è mai stato avviato.
Oltre alle indagini sull’omissione di atti d’ufficio, si stanno anche svolgendo accertamenti per individuare chi ha venduto a Vincenzo l’ultima dose che ha causato la sua morte. È importante ricostruire i suoi contatti e le persone coinvolte in quel tragico giorno, al fine di identificare le “cattive amicizie” citate dalla famiglia, che hanno venduto a Vincenzo quella sostanza fatale.
L’apertura del fascicolo in procura rappresenta un passo avanti per dare una risposta alla madre di Vincenzo e per cercare di comprendere se vi siano responsabilità connesse alla sua morte. Saranno le indagini e gli accertamenti delle varie strutture coinvolte a fornire ulteriori dettagli sulle eventuali negligenze o omissioni che hanno contribuito a questa tragedia.

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