E’ ancora polemica su vaccinazioni avvocati, il commissario Figliuolo invia i controllori

 
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Commissariamento governo nazionale dimostra fallimento campagna vaccinale

E’ ancora polemica su vaccinazioni avvocati, il commissario Figliuolo invia i controllori

La vicenda degli avvocati vaccinati nella giornata di domenica continua a fare polemica, nonostante lo stesso ordine forense continua a dire: “Mai abbiamo preteso di essere vaccinati prima di altre categorie a rischio, né tantomeno abbiamo mai chiesto una qualsivoglia precedenza rispetto ai “soggetti fragili”, ai quali peraltro, come noto, non può essere somministrato il vaccino AstraZeneca”. Lo ha fatto in una nota stampa specificando: “A livello mediatico, purtroppo, in tanti hanno frainteso questa legittima richiesta di inclusione, portata avanti dai massimi vertici nazionali dell’Avvocatura e della stessa Magistratura, additando singolarmente soltanto
la nostra categoria come privilegiata”.

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La polemica – ricapitolando – è scoppiata dopo che la Asl ha chiamato tra i ’riservisti’ anche circa 300 avvocati (circa 30-40 dosi di AstraZeneca somministrate agli avvocati a Ponte D’Oddi, a Città di Castello 110 dosi e a Bastia 44 dosi.

“Nei giorni scorsi – spiega il comunicato dell’ordine – abbiamo richiesto che anche l’Avvocatura venisse inserita dalla Regione nel piano vaccinale del “Comparto giustizia” dal quale è stata arbitrariamente esclusa, mentre sono compresi solo magistratura e personale amministrativo nei cui confronti da sabato scorso è iniziata la vaccinazione. I processi non si fanno senza gli Avvocati ed in certi settori la presenza in aula è essenziale se si vuole dare
effettività al diritto di difesa. Da qui l’inclusione nel suddetto piano”.

Ed ecco la chiamata dell’Asl quando si è vista dei posti liberi per non sprecare dosi, tra mancate prenotazioni, assenze e disdette. “L’ASL Umbria ha inviato una mail al Referente dell’Ordine stesso comunicando che si erano “liberate” dosi del vaccino AstraZeneca a Città di Castello e nel territorio di Bastia Umbra, che sarebbero state somministrate, la mattina seguente, alla nostra categoria professionale e che, se gli avvocati non avessero aderito, tali dosi sarebbero state somministrate ad altre categorie lavorative in via ulteriormente residuale. Il Consiglio si è, quindi, attivato in una situazione di assoluta urgenza per non disperdere risorse vaccinali e ha adottato quello che al momento era l’unico criterio praticabile in quanto pragmatico ed imparziale. Non è stata, pertanto, compiuta alcuna sorta di “discriminazione” e di “favoritismo” ad personam, certamente inaccettabili. Il Consiglio dell’Ordine non discrimina e non favorisce nessuno, ma si è attenuto all’invito per categoria fornito all’ultimo momento per dosi residue dall’ASL, cui sola compete la gestione del piano vaccinale”.

“Questa soluzione è stata maturata, – afferma il direttore sanitario Massimo D’Angelo – in quanto nella giornata odierna c’erano poche prenotazioni ed alcune persone hanno disdetto. Con l’obiettivo, da tutti condiviso, di non sprecare vaccini e giornate di lavoro in questa delicata fase della vaccinazione, gli operatori sanitari nella serata del sabato hanno contattato i referenti dei servizi essenziali, che erano già caricati a sistema, comunicando la disponibilità e l’opportunità di coprire posti liberi ed anticipare la vaccinazione”. “Non abbiamo operato in base a canali preferenziali – specifica anche Michela Cardamone, responsabile del team vaccinale dell’Usl Umbria 1 – ma con il principio che avevamo agende con posti disponibili per coloro che devono comunque ricevere il vaccino AstraZeneca che, in questo momento, sono tutti gli operatori dei servizi essenziali. Mentre dal primo aprile ci dedicheremo a tutte le categorie delle persone fragili che, invece, dovranno essere vaccinate con Pfizer”.

Intanto circa due mila persone sono quelle che hanno cancellato la loro prenotazione già presa al vaccinazione con le dosi di AstraZeneca. Restano 11 mila persone non pervenute. Aperte in Umbria da ieri le prenotazioni per la vaccinazione anti Covid-19 per tutti i cittadini della classe 1941, compresi coloro che non hanno ancora compiuto gli 80 anni di età. Lo ha annunciato la Regione. La prenotazione può essere fatta tramite il portale regionale vaccinocovid.regione.umbria.it o in farmacia. Sarà possibile ricevere la somministrazione, con il vaccino Pfizer, già nei prossimi giorni. Per gli ultraottantenni che hanno già fissato un appuntamento per il mese di maggio rimane attiva la possibilità di anticipare la prenotazione ad aprile.

Il commissario Figliuolo, proprio per rivedere i piani vaccinali, invierà un esperto in ogni regione e quindi anche in Umbria.

Entro le prossime 24 ore, circa un milione di dosi del vaccino Pfizer verranno distribuite alle Regioni, interessando 214 strutture sanitarie, a seguito dell’approvvigionamento avvenuto nella giornata di oggi. È il lotto più importante tra quelli consegnati finora nel mese di marzo, e consentirà di dare impulso alla campagna vaccinale nazionale, secondo il piano elaborato dalla struttura commissariale e in accordo con le linee guida del Ministero della Salute. E’ quanto fa sapere in una nota l’ufficio del Commissario per l’Emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

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