Alex ucciso, la madre, per i periti, consapevole e pericolosa

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Alex ucciso, la madre, per i periti, consapevole e pericolosa

La mamma ungherese, secondo il collegio peritale, era capace di intendere e volere mentre uccideva il suo bambino ed è pericolosa per sé e per gli altri. È la conclusione alla quale sono giunti i tre periti nominati dal giudice per le indagini preliminari per stabilire la capacità di intendere e volere della donna al momento del delitto e di stare in giudizio. La donna donna è accusata di aver ucciso il figlio, Alex di due anni, e di averlo poi poggiato sul nastro di una cassa di un supermercato a Po’ Bandino.

Adesso, terminato l’incidente probatorio, gli atti sono in mano alla Procura di Perugia che dovrà decidere se richiedere il giudizio per l’indagata.

La prima perizia, che in sette pagine aveva definito incapace – e quindi non incriminabile – la donna non aveva evidentemente convinto il giudice Angela Avila, che ha accolto la richiesta di nuovi accertamenti proposta dal pm Manuela Comodi.

L’indagata – difesa dall’avvocato Enrico Renzoni – ha risposto con poca chiarezza e scarsa collaborazione, non rendendo facile il lavoro dei periti. Secondo i periti emergerebbe nella donna la consapevolezza della grave azione posta in essere, sia perché aveva minacciato di farlo sia per il depistaggio messo in atto subito dopo il delitto.

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