Adescamento online di minori, chiesto il processo per un 35enne

Adescamento online di minori, chiesto il processo per un 35enne

Udienza preliminare fissata dopo l’indagine della Procura umbra

La Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio di un 35enne residente a Città di Castello, accusato di tentata prostituzione minorile e adescamento di minorenni. L’inchiesta riguarda presunti contatti avvenuti attraverso i social network e le applicazioni di messaggistica tra i mesi di luglio e settembre 2025.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe contattato cinque adolescenti proponendo rapporti sessuali in cambio di denaro. Il procedimento entrerà nella fase dell’udienza preliminare davanti al Giudice dell’udienza preliminare, fissata per il 29 settembre.

Le indagini della Procura

L’attività investigativa, scrive Luca Fiorucci su La Nazione, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, che ha ricostruito i contatti intercorsi tra l’indagato e cinque ragazzi di età compresa tra 15 e 16 anni.

In base agli elementi raccolti durante le indagini, il 35enne avrebbe utilizzato diverse piattaforme digitali per avvicinare i giovani, sviluppando conversazioni che sarebbero poi sfociate in proposte di natura sessuale dietro compenso economico.

L’accusa contesta i reati di tentata prostituzione minorile e adescamento di minorenni, ipotesi che saranno ora sottoposte al vaglio del giudice.

I contatti attraverso social e chat

Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli approcci sarebbero avvenuti tramite Instagram, WhatsApp e Telegram.

L’indagato avrebbe operato utilizzando un nome di fantasia, iniziando in alcuni casi con semplici apprezzamenti ai contenuti pubblicati dai ragazzi sui social, per poi proseguire con messaggi privati.

Sempre secondo quanto contestato, nelle conversazioni sarebbero state formulate proposte esplicite di natura sessuale accompagnate dall’offerta di somme di denaro comprese tra 500 e 2 mila euro.

Le presunte vittime hanno rifiutato le offerte

Le proposte non si sarebbero concretizzate, poiché tutti i ragazzi coinvolti avrebbero respinto le richieste ricevute.

Secondo gli atti dell’indagine, le risposte dei minorenni sarebbero state immediate e prive di equivoci, con un netto rifiuto delle offerte avanzate.

Successivamente alcuni dei giovani, assistiti dai propri genitori in considerazione della minore età, hanno presentato denuncia consentendo l’avvio dell’attività investigativa.

Gli elementi raccolti dagli investigatori

Nel fascicolo della Procura sono confluiti diversi elementi investigativi.

Oltre alle dichiarazioni rese dai ragazzi che avrebbero ricevuto i messaggi, figurano gli accertamenti tecnici eseguiti dal consulente nominato dalla Procura e i riscontri raccolti nel corso delle indagini svolte dalla Polizia Postale.

Alcune delle presunte vittime sono già state ascoltate in incidente probatorio, fase che consente di acquisire anticipatamente elementi di prova nel corso del procedimento.

L’udienza preliminare a settembre

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, il procedimento approderà davanti al Giudice dell’udienza preliminare il 29 settembre, quando sarà valutata la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Perugia.

I minorenni, rappresentati dai rispettivi genitori, sono assistiti dagli avvocati Marco Piazzai ed Eugenio Zaganelli. Il 35enne è invece difeso dagli avvocati Francesca Viviani e Stefano Arrighi.

L’udienza rappresenterà il prossimo passaggio del procedimento penale, nel quale il giudice sarà chiamato a decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio dell’indagato sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari.

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