La lottato per vedere riconosciuto il diritto all’autodeterminazione
Oggi a Perugia, alle ore 17.30, il commiato civile per Laura Santi, nella Casa Funeraria I.F.A. Passeri di Via Donizetti. L’ultimo saluto alla donna che per quasi tre anni ha lottato per vedere riconosciuto il diritto all’autodeterminazione, culmina in un momento pubblico di raccoglimento dopo una lunga battaglia legale e personale.
Laura ha potuto accedere alla procedura per il fine vita due anni e otto mesi dopo la sua prima richiesta alla ASL, affrontando ostacoli burocratici e giudiziari insieme all’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, che l’ha affiancata lungo un percorso costellato di ritardi, respingimenti e ricorsi. Il caso ha sollevato rilevanti questioni giuridiche sull’applicazione dell’articolo 580 del codice penale, ridefinito dopo la sentenza Cappato.
Il ricordo di Gallo ha evidenziato la tenacia e il coraggio di Laura, sottolineando come non abbia mai chiesto di morire, ma di essere libera di non vivere più in condizioni da lei ritenute insostenibili. Il suo impegno è diventato simbolo di resistenza civile e dignità, lasciando un’eredità morale che supera l’ambito legale e tocca il piano umano e sociale.
“Hai lottato per essere ascoltata, per essere libera, per essere rispettata”, ha ricordato l’avvocata, rimarcando la lucidità e la forza che hanno guidato Laura fino all’ultimo. Il suo percorso ha rappresentato un atto di amore verso la vita, non una resa, ma una scelta consapevole e faticosa, maturata nella piena consapevolezza dei propri diritti e limiti.
La vicenda di Laura Santi ha inciso profondamente sul dibattito nazionale sul diritto alla fine vita, ponendo l’attenzione sulla necessità di un quadro normativo chiaro ed equo. Il suo nome resta legato a una battaglia che continua, anche oltre la sua morte, nel segno della libertà individuale.

Commenta per primo