Accoltellamento via della Pescara, Tommaso sentito dai carabinieri in ospedale

 
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Accoltellamento via della Pescara, Tommaso sentito dai carabinieri in ospedale

Non si tratta di un apprezzamento alla fidanzata cinese, ma un insulto a lei e alla comunità. Vanno avanti le indagini sul drammatico accoltellamento avvenuto venerdì scorso davanti a un bar tra via della Pescara e via XX Settembre ai danni di un perugino di 40 anni. Tommaso C. ha rischiato di morire dopo le coltellate ricevute, una delle quali ha sfiorato il ventricolo. Ora sta un po’ meglio (ancora in prognosi riservata ricoverato in cardiochirurgia) è stato sentito dai Carabinieri della compagnia di Perugia, agli ordini del Maggiore Pierluigi Satriano e coordinati dal pubblico ministero Manuela Comodi. Lo riportano oggi i quotidiani della carta stampata.

Emergono dei particolari e uno di questi – come detto – è quello dell’insulto alla fidanzata della vittima. L’aggressore, stando a quanto emerso, avrebbe offeso la donna mentre i due si stavano allontanando dal bar. “É colpa dei cinesi come lei se il Covid è arrivato qui”: è questa la frase che l’aggressore avrebbe pronunciato.

Tommaso si sarebbe frapposto invitando il tunisino a smetterla. Nel video delle telecamere di sicurezza del locale si vede Tommaso che torna indietro e parla col suo aggressore prima di ricevere le coltellate. E’ ancora caccia all’uomo. Dalle indagini e emerso che l’aggressore, in compagnia di un connazionale, parla molto bene l’italiano.

Gli inquirenti sanno che si tratta di un giovane di 18 anni. Alla barista da cui ha acquistato le sigarette ha dovuto mostrare un documento, il permesso di soggiorno con la data di nascita per dimostrare la maggiore età. In quel documento era indicato 2003.

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