Mirko Alivernini guida il Festival del Cinema Italiano 2025

Mirko Alivernini guida il Festival del Cinema Italiano 2025
dal Profilo Facebook

Tecnologia e visione nel nuovo corso voluto da Arcoraci

Il Festival del Cinema Italiano apre una nuova pagina, all’insegna della tecnologia e della sperimentazione. Alla guida dell’edizione 2025 ci sarà Mirko Alivernini, pioniere del cinema digitale e regista votato all’innovazione.

A cura di Ilaria Solazzo

È Mirko Alivernini il nuovo direttore artistico del Festival del Cinema Italiano, in programma per settembre 2025 nella suggestiva cornice del Castello dell’Isola Maggiore, sul Lago Trasimeno. La nomina – annunciata ufficialmente dal patron e direttore generale Franco Arcoraci – segna un deciso cambio di passo per la manifestazione, che punta ora a diventare un hub creativo capace di coniugare linguaggio cinematografico e nuove tecnologie.

Alivernini è noto per essere stato il primo in Italia a realizzare lungometraggi interamente con dispositivi mobili, integrando nei suoi progetti elementi di realtà aumentata, intelligenza artificiale e narrazione transmediale. Un percorso professionale che lo ha portato a diventare una delle figure di riferimento del cosiddetto cinema 4.0.

“La tecnologia non è un nemico del cinema, ma una sua nuova possibilità”, ha dichiarato Alivernini, anticipando una visione del festival come piattaforma di sperimentazione artistica e tecnologica.

L’edizione 2025 promette infatti di essere rivoluzionaria: sono previste proiezioni interattive, esperienze immersive e sezioni dedicate esclusivamente a opere realizzate con strumenti non convenzionali, come smartphone, visori VR e software di AI generativa.

Negli anni, il Festival del Cinema Italiano ha saputo ritagliarsi un ruolo centrale nel panorama nazionale, ospitando grandi nomi del cinema e offrendo spazio a nuove voci autoriali. Le precedenti edizioni, trasmesse anche dalla RAI, ne hanno consolidato la portata mediatica e l’impronta internazionale.

Con Alivernini alla direzione artistica, il festival guarda decisamente al futuro, proponendosi come ponte tra tradizione e innovazione. Un laboratorio aperto in cui il cinema, nella sua evoluzione più audace, potrà dialogare con le sfide della contemporaneità.

“Porterò il Festival nel futuro”: intervista a Mirko Alivernini, nuovo direttore artistico del Festival del Cinema Italiano

È un momento di svolta per il Festival del Cinema Italiano. L’edizione 2025 sarà guidata da Mirko Alivernini, regista e innovatore, noto per il suo approccio pionieristico all’audiovisivo. Lo abbiamo incontrato per parlare di visione, tecnologia e della sua idea di futuro per il festival.

Cosa significa per lei questa nomina?

Una grande responsabilità, ma anche un’enorme opportunità. Il Festival del Cinema Italiano ha una storia importante, ed essere chiamato a disegnarne il futuro è per me un onore. La mia intenzione è quella di rispettarne l’identità, ma anche di spingerlo oltre i suoi confini tradizionali.

Lei è stato il primo in Italia a girare film interamente con dispositivi mobili. Che ruolo avrà la tecnologia in questa nuova fase del festival?

Centrale. Non come fine, ma come strumento. Credo fermamente che la tecnologia sia oggi uno dei linguaggi più potenti che abbiamo a disposizione per raccontare storie. Non si tratta solo di sperimentare per stupire, ma di esplorare nuove possibilità espressive. Il festival sarà un laboratorio aperto: vogliamo accogliere il cambiamento, non inseguirlo.

Quali saranno le novità dell’edizione 2025?

Ci saranno proiezioni interattive, sezioni dedicate a opere realizzate con strumenti non convenzionali, come smartphone, realtà aumentata, intelligenza artificiale. Vogliamo che il pubblico non sia solo spettatore, ma parte attiva dell’esperienza. Il cinema non finisce più con la visione: continua nel dialogo, nella partecipazione, nell’immersione.

Come si coniugano tradizione e innovazione in un contesto come quello del Festival?

Non c’è vera innovazione senza memoria. La storia del cinema italiano è un patrimonio che va custodito, ma anche riletto con occhi nuovi. Il mio obiettivo è creare un ponte tra il grande cinema del passato e i nuovi linguaggi del presente, aprendoci a un futuro che è già qui. Tradizione e innovazione non sono in conflitto: si completano.

Cosa si aspetta da questa avventura?

Mi aspetto sorpresa, movimento, confronto. E mi auguro che il festival diventi un punto di riferimento per chi vuole fare cinema oggi, con strumenti diversi ma con la stessa passione di sempre. Il cinema non è morto, sta solo cambiando pelle. E noi vogliamo essere lì, quando accade.

In un’epoca in cui il cinema rischia di diventare sempre più prodotto e sempre meno visione, la scelta di affidare a Mirko Alivernini la direzione artistica del Festival del Cinema Italiano rappresenta molto più di una nomina: è un atto di fiducia verso il coraggio, la sperimentazione, l’apertura al nuovo.

Alivernini non è soltanto un innovatore tecnico; è un narratore che ha scelto di abitare i margini, là dove il cinema incontra l’ignoto e si reinventa. Con lui, il festival si prepara a superare la semplice celebrazione dell’immagine per diventare una piattaforma di senso, dove tradizione e avanguardia dialogano, si contaminano, si provocano a vicenda.

Nel solco di un’eredità culturale importante, ma con lo sguardo fermamente rivolto al futuro, il Festival del Cinema Italiano 2025 potrebbe segnare un punto di svolta: non più solo una vetrina, ma un laboratorio dell’immaginazione contemporanea. Perché il cinema, quando ha il coraggio di cambiare forma, non perde la sua anima. La ritrova, altrove.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*