La storia di Pietro l’Eremità di Ferentillo al Cinema

La storia di Pietro l'Eremità di Ferentillo al Cinema

La storia di Pietro l’Eremità di Ferentillo al Cinema

Pietro Lentini, l’eremita di Ferentillo che ha vissuto per 30 anni in mezzo al bosco è il protagonista del documentario Su queste montagne di Andrea Sbarretti, che dal 13 al 19 aprile sarà in programmazione al Cinema Politeama Lucioli di Terni.

È il racconto dell’ amicizia tra Pietro e Dante Pellini, uno dei primi a conoscerlo non appena arrivato a Casali Capo Riti, ex Rogoveto l’antico villaggio medievale abbandonato ai piedi del Monte Aspra. Qui Pietro ha rimesso a posto un rudere e ci è andato ad abitare. La distanza tra Capo Riti e il paese di Ferentillo è considerevole: ci vogliono circa 3 ore di cammino tra viottoli scoscesi in mezzo al bosco. Giorno dopo giorno, caricandosi il cemento e la sabbia sulle spalle, questo signore (che all’epoca aveva 35 anni) ha costruito la sua casa, senza elettricità né bagno, confinato in una delle zone più recondite delle montagne umbre.

Da solo in mezzo al nulla, Pietro ha vissuto mangiando una volta al giorno, perché le poche provviste che mensilmente andava a comprare al paese, dovevano essere centellinate. Una vita di solitudine ma anche una vita di Fede, che lo ha accompagnato nei lunghi inverni gelidi che scaldava solo con una piccola stufa a legna, insufficiente per superare i numerosi spifferi di una casa costruita artigianalmente.

Nel film di Andrea Sbarretti la storia diventa secondaria, perché come dice il titolo stesso, il vero protagonista è il luogo e quindi il non-luogo della montagna. In queste vallate attorno al Salto del Cieco (antica dogana tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie) si dipana il cinema del reale, senza artifici e senza sceneggiatura. Per questo, l’incontro con altri abitanti del luogo muta il percorso della sinossi. Insieme ad Alfredo e suo figlio Fabiano, le riprese ci portano a Macchia Rotonda, dove le mucche sono in alpeggio e vanno controllate ogni giorno. Scendendo a Vaglie troviamo Manuel, un giovane atipico che ha preferito la vita contadina a una frivolezza più tipica dei suoi coetanei.

Qui la natura regna incontrastata e le stagioni dipingono squarci di autentica poesia. Come quando Dante sale in montagna dopo la nevicata per vedere se la casa ha avuto danni. La neve scende lenta e nel silenzio, si intravede un minuscolo Dante con alle spalle il Monte Solenne e di fronte il Monte Aspra. Luoghi magici e sconfinati che non hanno bisogno di una colonna sonora per essere raccontati: e infatti non c’è musica: solo due brani suonati dal flauto di Pietro in presa diretta, una musica diegetica a corollario di un film estremamente reale e concreto. Le inquadrature fisse scolpiscono frammenti dell’ Hic et nunc – qui e ora – come a voler congelare quegli istanti e farli diventare eterni.

Su queste montagne dura 77 minuti e sarà presentato al Politeama alla presenza di tutti i protagonisti del film.

Trailer

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