Il perso 2025 celebra il cinema del reale a perugia

Il perso 2025 celebra il cinema del reale a perugia

Vince il film ceco di klára tasovská sulle libertà creative

Tre sale cinematografiche, dodici location, tredici giorni di proiezioni gratuite, due concorsi, sei premi, oltre cinquanta eventi e quindici anteprime tra italiane e mondiali. Sono i numeri che definiscono la forza del PerSo – Perugia Social Film Festival 2025, come si legge nel comunicato diffuso da Realmente Aps, ente ideatore insieme alla Fondazione La Città del Sole – Onlus, che ha tracciato il bilancio di un’edizione dal respiro sempre più internazionale.

Il PerSo Award 2025 è stato assegnato a I’m Not Everything I Want to Be della regista ceca Klára Tasovská, un’opera che si è imposta tra i documentari in gara per la sua intensa riflessione sulla libertà artistica e personale. Il film, costruito sul materiale d’archivio della fotografa Libuše Jarcovjáková, ricompone una vita vissuta in costante dialogo con la propria identità e con la storia dell’Europa del Novecento. La giuria – composta da Graziella Bildesheim, Beppe Leonetti e Adele Tulli – ha sottolineato come il lavoro della Tasovská rappresenti “un racconto di libertà e di rivoluzione intima, costruito attraverso immagini che si animano, suoni evocativi e una voce narrante capace di far vibrare la memoria”.

Durante la cerimonia, ospitata al PostModernissimo di Perugia, l’assessore alla Cultura Marco Pierini ha espresso soddisfazione per la crescita del festival e per il coinvolgimento di spazi simbolici della città come Palazzo della Penna e Teatro Pavone, segno di una collaborazione viva tra arte cinematografica e patrimonio urbano.

La stessa Tasovská, premiata tra lunghi applausi, ha dichiarato la propria ammirazione per l’approccio radicale della fotografa protagonista: “Libuše documentava sé stessa con onestà assoluta. Quello che oggi i giovani fanno sui social, lei lo faceva per cercare la verità di sé, senza pubblico, senza filtro”.

Una menzione speciale è stata conferita a The Bare Faced Clown di Camilo Cavalcante, che secondo la giuria trasforma il dolore collettivo in un gesto poetico di resistenza. L’opera, definita “politica e affettiva”, riflette sul potere dell’arte di contrastare la brutalità del presente e restituire umanità anche nelle situazioni più estreme.

Tra i riconoscimenti più attesi, il PerSo Short Award assegnato dalla redazione di Film Tv è andato a Sixtyseven Milliseconds del duo artistico fleuryfontaine, presentato in anteprima italiana al festival. Il cortometraggio, che combina cronofotografia e CGI, indaga i limiti del potere e le derive delle forze dell’ordine in Francia, seguendo il tragitto di un proiettile catturato dalle telecamere di sorveglianza. I due autori, Galdric Fleury e Antoine Fontaine, già noti per i lavori su corpi e spazi artificiali, confermano un linguaggio sperimentale e politico, capace di spingere il documentario verso territori nuovi.

La giuria dei detenuti della Casa Circondariale di Perugia-Capanne ha assegnato il PerSo Short Jail a Seeds from Kivu dei registi Néstor López e Carlos Valle, toccante racconto di una comunità africana devastata dallo sfruttamento minerario e dall’indifferenza internazionale. Attraverso testimonianze dirette e sguardi femminili, il film denuncia le ingiustizie ma allo stesso tempo restituisce speranza, trasformando la solidarietà tra donne in un segno di resistenza e rinascita. Il titolo ha ottenuto anche il riconoscimento della giuria scolastica “La settima ora” del Liceo Galilei di Perugia, che ne ha apprezzato la forza narrativa e il valore etico.

La giuria universitaria, presieduta da Riccardo Palladino, ha decretato come miglior film in concorso Billy della canadese Laurence Coté Colin, premiandone la sensibilità nella rappresentazione dei rapporti familiari e delle fragilità umane. Menzione speciale a The Landscape and the Fury di Nicole Vogele, film che riflette sulla tensione tra individuo e ambiente naturale.

Tra i riconoscimenti popolari, il PerSo Agorà, premio del pubblico, è stato attribuito a GEN_ di Gianluca Matarrese, che si distingue per l’approccio intimo e coraggioso nel raccontare l’identità contemporanea.

Il festival – spiegano gli organizzatori nel comunicato – è nato per valorizzare il cinema del reale e i linguaggi capaci di raccontare la società con autenticità e partecipazione. In undici anni ha costruito una rete di collaborazioni che unisce professionisti, studenti, detenuti e pubblico, diventando un riferimento per chi crede nel documentario come strumento di crescita collettiva.

L’edizione 2025 ha consolidato questo ruolo con 53 film provenienti da 27 Paesi, tra cui 13 anteprime italiane e mondiali. Oltre la metà delle proiezioni – il 53,7% – ha riguardato opere italiane, a conferma del vivace panorama nazionale. In totale si sono alternati più di 60 ospiti, sei premi, quattro giurie speciali e due tecniche, per un evento che ha saputo fondere la forza del cinema indipendente con la partecipazione civica e culturale della città.

“Il PerSo – sottolineano da Realmente Aps – non è solo un festival, ma un laboratorio continuo di dialogo sociale e visione”. L’arte documentaria diventa così strumento di ascolto e di testimonianza, luogo di incontro tra realtà diverse e racconto delle contraddizioni del mondo.

Il pubblico, numerosissimo anche quest’anno, ha seguito le proiezioni nelle tre sale principali e nelle nuove location diffuse nel centro storico. Gli organizzatori hanno annunciato che per l’edizione 2026 si punterà ancora di più sulla partecipazione internazionale e sul coinvolgimento di giovani autori, proseguendo nel percorso di crescita che ha reso il PerSo un simbolo del cinema del reale in Italia e in Europa.

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