Verini, le sfide europee, le occasioni per le città e il futuro dell’Umbria

Verini, le sfide europee, le occasioni per le città e il futuro dell'Umbria

Verini, le sfide europee, le occasioni per le città e il futuro dell’Umbria

Verini – Il voto europeo contiene aspetti di grande preoccupazione per l’avanzata delle destre estreme, ma anche la tenuta di una maggioranza solidamente europeista. E ci consegna anche un importante risultato del PD, nell’ambito della “famiglia” socialista europea, senza la quale non sono possibili maggioranze europeiste.

In Italia il partito della Meloni ha guadagnato in percentuale, ma ha perso voti assoluti rispetto alle Politiche, a differenza del PD, che ha guadagnato sia in voti assoluti che in quasi cinque punti di percentuale. Il voto lascia intatti i problemi che il Governo di destra non sa e non vuole risolvere, a partire da quelli della sanità, del lavoro e della dignità del lavoro, del futuro dei giovani e della lotta alle diseguaglianze insieme al sostegno alle imprese e all’innovazione digitale e ambientale. E lascia aperte voragini pericolose, come i progetti di autonomia differenziata e di premierato, che dividerebbero il Paese, colpirebbero le regioni più fragili, mortificherebbero ruolo del Parlamento e ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica.

Il voto consegna al PD una straordinaria responsabilità. Il risultato è merito innanzitutto della Segretaria Schlein, di una campagna elettorale immersa nella vita vera e quotidiana dei cittadini, che ha dato il senso di un partito che vuole recuperare un rapporto forte e aperto con la società, a partire dalle fasce più deboli. Ed è merito poi di liste forti, plurali, con dirigenti autorevoli di partito, amministratori di grandi capacità dimostrate sul campo, parlamentari europei uscenti, personalità indipendenti. Questo mix ha fatto toccare con mano le potenzialità di un partito in grado di essere squadra, di rivolgersi a un arco molto ampio di forze e strati sociali. Un partito che, con queste caratteristiche, è inevitabilmente il perno per la costruzione di una alternativa a questa destra, unendo ogni giorno con pazienza, in Parlamento e nel Paese, le forze di opposizione. Non è un optional, ma una necessità e un obbligo. Il voto umbro può aiutare questo processo.

I risultati di Perugia con una guida – quella di Vittoria Ferdinandi – che ha unito mondi sociali e politici, e una comunità intera che da troppi anni vedeva divisioni, chiusure, liti di partito, sconfitte( mettendo in crisi una destra che ha guidato in modo sbiadito e disattento la città e sta gestendo pessimamente la Regione) ci fanno guardare con grande fiducia al ballottaggio.
Le dure sconfitte della stessa destra a Montefalco ( comune della Presidente Tesei!) e a Marsciano sono segnali importantissimi. Così come le conferme del centrosinistra politico e civico in tanti comuni: dall’Alto Tevere al Trasimeno, dall’Eugubino-Gualdese al Ternano sono fatti di rilievo. E essere andati ai ballottaggi – con reali chances di successo – in città guidate dalla destra come Foligno Orvieto, Bastia conferma quanto logorato, dopo soli cinque anni, sia il rapporto di questa maggioranza con la comunità regionale.

Ora occorre rimboccarsi le maniche in questi quindici giorni, che vedranno in prima persona i le candidate e i candidati andati al ballottaggio, in una competizione nella quale la credibilità e lo spessore, personale e programmatico, di queste personalità saranno il valore aggiunto per vincere. Così sono i ballottaggi. E sono certo che a Perugia e nelle altre città le candidate e i candidati del centrosinistra potranno dare soddisfazione al nostro elettorato.

Questi risultati, infine, hanno visto le classi dirigenti e migliaia di militanti del centrosinistra politico e civico mobilitati in una campagna elettorale europea e amministrativa nella stessa direzione, tranne che in una realtà importante come Gubbio, dove questo non si è verificato. Ma in sede di analisi ci sarà modo di capire i reali motivi di errori e scelte.
Il PD, nell’insieme, ha svolto un ruolo importante, con le sue e i suoi dirigenti e militanti locali nelle città, a livelli provinciali e regionale, con i suoi esponenti nazionali, parlamentari. Questo, tra l’altro, ha portato anche a un sostegno forte e diffuso alla candidatura di Camilla Laureti alle Europee, premiata con il bel rinnovo del mandato al Parlamento di Strasburgo.
Lo stesso spirito e la stessa pratica andranno sviluppati in vista delle regionali d’autunno.

Non sono ammessi egoismi di partito e di parte, divisioni, esclusioni.
In questi dieci anni abbiamo pagato ampiamente, con troppe sconfitte, il prezzo di un non adeguato rinnovamento di un sistema che ha dato tanto all’Umbria ma che, anche fisiologicamente, aveva bisogno di molto più di un tagliando. Il massimo del prezzo il centrosinistra lo pagò cinque anni fa, nel momento più difficile forse della sua storia recente, e nel momento più favorevole alla destra. Che però, in questi cinque anni, ha mostrato la sua profonda inadeguatezza di governo regionale e nelle città.

C’è l’occasione adesso di una nuova fase per queste città e per la regione. Per affermare e consolidare un progetto politico e civico progressista, fatto di visione e concretezza, attenzione alla vita quotidiana e alle sofferenze di tante persone, ma anche di sostegno a speranze e sogni di giovani generazioni, all’innovazione, alla ricerca, al lavoro, a chi intraprende, a chi ogni giorno, con la propria vita, fa dell’Umbria quella straordinaria terra che conosciamo.

WALTER VERINI

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