(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Quattrocentoventi mila operanti in Italia, 300mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale, 25mila in attesa di occupazione o di stabilità. Sono i numeri relativi al settore degli infermieri che scenderà in piazza, sabato 8 novembre, alla manifestazione nazionale indetta dalle tre sigle per il comparto dei lavoratori pubblici. Fra le ragioni della categoria, il perdurare di blocco dei turn over e tagli lineari, la mancata stabilizzazione dei precari, la necessità di un riassetto dei sistemi. Istanze che, secondo i lavoratori stessi, se risolte, condurrebbero alla riduzione di sprechi e inefficienze, al recupero di risorse da reinvestire nella valorizzazione degli operatori e al miglioramento della qualità dei servizi. “Non possiamo tralasciare – aggiungono dal Coordinamento nazionale delle professioni infermieristiche di Uil Fpl (Federazioni poteri locali) – l’odissea legata al riconoscimento delle competenze avanzate e specialistiche, che stagna ormai da più di due anni sui tavoli ministeriali e regionali. Gli infermieri sono stanchi di restare inascoltati da Governo e Regioni. Alla manifestazione dell’8 novembre il nostro motto sarà ‘Non c’è sanità senza infermieri’. Non è una frase scelta a caso, vuole ricordare come, ferme restando le competenze di ogni professione sanitaria, gli infermieri siano i principali garanti della continuità del processo assistenziale. Senza la presenza di questa fondamentale figura l’intero sistema sanitario non potrebbe funzionare”.

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