Strategia regionale contro lo spopolamento rurale, Porzi: “Serve una nuova governance”

Aree montane: proposta di Porzi per lavoro e servizi locali

Strategia regionale contro lo spopolamento rurale, Porzi: “Serve una nuova governance”

Strategia regionale contro lo spopolamento rurale, Porzi: “Serve una nuova governance”

Il consigliere regionale Donatella Porzi, candidata alle elezioni con Umbria Futura e promotrice di una legge per le aree montane, lancia un appello alla Regione: “Serve una strategia forte e una governance innovativa per rispondere al crescente isolamento delle zone rurali e montane, sostenendo il loro potenziale di vitalità e sviluppo”. In una nota diffusa il 12 novembre 2024, Porzi evidenzia l’urgenza di risolvere il problema del progressivo spopolamento che colpisce le aree interne della Regione Umbria, aggravato dalla mancanza di opportunità di lavoro e dall’indebolimento di servizi essenziali come sanità e istruzione.

Porzi, già promotrice di una proposta di legge mirata a riorganizzare le politiche per i territori montani, indica la necessità di una risposta regionale sistematica. La sua legge punta a coordinare le iniziative in favore delle aree montane, con un occhio attento all’innovazione, alla sostenibilità e all’inclusione sociale. Tra le priorità, afferma, ci sono il contrasto al digital divide, la tutela della rete di servizi scolastici e sanitari, e il miglioramento delle infrastrutture.

Azioni proposte per le aree rurali:

Digitalizzazione:
Colmare il digital divide per favorire lo sviluppo economico e migliorare la qualità della vita nelle aree interne, garantendo pari accesso a servizi digitali.

Incentivi fiscali:
Offrire misure fiscali mirate per trattenere i giovani e promuovere attività che possano portare nuove opportunità di crescita.

Energia sostenibile:
Investire in energie rinnovabili per ridurre i costi energetici, sostenendo famiglie e imprese nel passaggio a fonti energetiche più sostenibili.

Difesa del suolo e sicurezza:
Implementare misure per la protezione del suolo e garantire la sicurezza territoriale, prevenendo fenomeni di dissesto e rischi ambientali.

“Questi territori – continua Porzi – hanno bisogno di essere messi in comunicazione con le città attraverso collegamenti infrastrutturali adeguati. Serve una rete infrastrutturale in grado di favorire lo sviluppo imprenditoriale e turistico, che supporti le famiglie e consenta alle imprese locali di crescere”.

In tema di vivibilità, Porzi pone l’accento sulla necessità di mantenere i presidi scolastici e sanitari vicino alle comunità locali. “Per rendere le zone montane attraenti anche per le famiglie, è cruciale garantire la presenza di nidi, scuole e servizi per minori, oltre a ospedali e ambulatori in grado di rispondere ai bisogni primari della popolazione,” afferma il consigliere. “Anche il recupero edilizio va pianificato in modo tale da offrire soluzioni abitative innovative e sostenibili che attirino nuovi residenti.”

Per il rilancio dei borghi e delle aree montane, Porzi suggerisce un dialogo costante tra le istituzioni a livello di Stato, Regione e amministrazioni locali. L’approccio ideale, sottolinea, è quello di una governance che integri le risorse locali e nazionali con una nuova visione, dove i soggetti radicati sul territorio abbiano un ruolo centrale. In questo contesto, l’Unione montana potrebbe fungere da organismo di coordinamento per le politiche di sviluppo locale, garantendo servizi, lavoro e sostenibilità ambientale.

Concludendo, Porzi ribadisce che l’obiettivo finale deve essere quello di costruire un equilibrio territoriale che assicuri pari opportunità per tutti i cittadini umbri, senza cadere in un approccio assistenzialistico ma promuovendo un modello di sviluppo autosufficiente e duraturo. “I cittadini delle aree montane e rurali meritano attenzione e pari dignità rispetto a chi vive nelle aree urbane. Una legge organica e una governance moderna possono fare la differenza, dando finalmente una risposta concreta alle esigenze di queste comunità.”

1 Commento

  1. 4 proposte: due segno dei tempi ( e delle agende) altre due del tutto ovvie e scontate e per questo ormai disattese da anni e anni. Insomma, none ne voglia la signora, ma a me sembrano le solite chiacchiere.

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