Strage alla Umbria Olii: questa è la mia risposta a Confindustria

SPOLETO <!–webbot bot="Timestamp" S-Type="EDITED" S-Format="%d/%m/%Y" startspan –>10/08/2008<!–webbot bot="Timestamp" endspan i-checksum="12621" –> Riceviamo e pubblichiamo - Spettabile Confindustria di Perugia, ho letto molto attentamente il vostro comunicato sul disastro alla Umbria Olii, dove difendete a &quot;spada tratta&quot; la Umbria Olii e il suo amministratore delegato Giorgio Del Papa. Vorrei ricordarVi che i mezzi d'informazione stanno facendo solo il loro dovere parlando di questa strage, dove hanno perso la vita tragicamente quattro operai, morti carbonizzati nell'esplosione. Non c'è nessun processo mediatico in corso, e voglio ricordarVi che per un anno e mezzo di questa strage non si è parlato più sui mezzi d'informazione. Solo la vergognosa richiesta di risarcimento danni di ben 35 milioni di euro fatta dalla Umbria Olii ai familiari delle vittime, ha fatto si che i riflettori si riaccendessero. Nel vostro comunicato dite una cosa sacrosanta : &quot;Se Del Papa, nell'esercizio delle sue funzioni di Presidente, ha commesso errori o violazioni delle norme, queste responsabilità dovranno essere accertate esclusivamente dagli organi competenti nelle sedi deputate&quot;. Però questa cosa qui la dovreste dire anche a Giorgio Del Papa, che non mi sembra abbia la vostra stessa fiducia nella giustizia, dato che ha ricusato il Gup a 8 giorni dall'udienza dell'11 luglio (sapendo che la Procura di Spoleto l'avrebbe quasi sicuramente rinviato a giudizio), ha denunciato i periti del tribunale che avevano redatto una perizia a lui avversa, e l'assicurazione Unipol che ha liquidato i quattro lavoratori morti assolvendoli da qualsiasi responsabilità. Per quanto riguarda le lettere dei dipendenti della Umbria Olii, sia io, che alcuni familiari delle vittime di Campello, abbiamo chiesto più volte se quelle lettere fossero firmate da tutti i dipendenti, dato che inizialmente erano anonime, cioè firmate solo come &quot;i dipendenti della Umbria Olii&quot;, e non si capiva se erano firmate da tutti, o solo da alcuni. Solo dopo che abbiamo fatto notare questa cosa, le lettere sono iniziate ad essere firmate da una certa Sig.ra Cristina Bravi, coordinatore dei dipendenti della Umbria Olii. Abbiamo chiesto più volte, se la sig.ra Bravi per coordinatore dei dipendenti, intendesse un direttore del personale, un responsabile del personale, o se più semplicemente se era lei che scriveva a nome dei dipendenti, ma non abbiamo avuto risposta. L'unica cosa che ci è stata detta è questa: che i comunicati non contenevano la firma di tutti i dipendenti della Umbria Olii per la privacy, e che se volevano le firme, queste erano depositate presso la sede della Umbria Olii. Sempre facendo riferimento ad una delle lettere dei &quot;dipendenti della Umbria Olii&quot;, riportata nel vostro comunicato, in cui si afferma: &quot;hanno riconosciuto all'azienda un comportamento sempre corretto nei confronti dei lavoratori e del mercato, e un'attenzione particolare alla sicurezza del lavoro e alla difesa dell'ambiente per i quali sono stati fatti investimenti considerevoli&quot;, vorrei dire che se quell'attenzione particolare alla sicurezza sul lavoro ci fosse stata, quei quattro operai sarebbero ancora vivi. Del Papa sapeva benissimo che quei silos contenevano un gas altamente esplosivo (esano), quello che mi domando è questo: Aveva avvertito la ditta Manili di questo pericolo? Io ho molti dubbi i merito, perché non credo che quegli operai avessero saputo che stavano lavorando sopra a dei silos che potevano esplodere in ogni momento se a contatto con qualcosa di infiammabile. Se l'avessero saputo, sono sicuro al 100% che non si sarebbero trovati a lavorare lassù. Infine, se Del Papa è sicuro al 100% di essere innocente, di aver attuato tutte le misure di sicurezza, si lasci processare, smettendola di ricusare giudici, denunciare periti del tribunale e assicurazioni, bloccando di fatto il processo in corso (la Cassazione dovrà decidersi sulla ricusazione, quindi se il processo dovrà restare a Spoleto, o se dovrà essere trasferito in altra sede), e rallentando l'accertamento della verità. Marco Bazzoni-Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Email: bazzoni_m@tin.it

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