Smacchi Pd: “Imu agricola, siano tutelati i nostri comuni anche con i nuovi criteri”

foto dal web (savonanews.it)
“L’auspicio è che si faccia un passo avanti verso la positiva soluzione alla brutta vicenda dell’Imu agricola, da pagare, sospesa dal Tar ma ormai giunta a cinque giorni dalla scadenza”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd), dopo la riunione della seconda sezione del tar del Lazio, riunito oggi per entrare nel merito del provvedimento, dopo la sospensiva di dicembre.
“Il tribunale oggi ha deciso che sarà un’udienza ad entrare nel merito dei ricorsi dei comuni. Domani si deciderà sulla sospensiva, anche se l’udienza sui ricorsi dovrebbe essere fissata in tempi rapidi. Si spera che arrivi una boccata d’ossigeno per tutti i comuni con il municipio ad un’altezza fino a 600 metri sul livello del mare e quindi esclusi dall’esenzione per i terreni montani. Una decisione presa con il riferimenti dei dati dell’elenco dei comuni italiani, predisposto dall’Istat. Un provvedimento terribile per l’ l’Umbria.
Gli esempi più eclatanti di esclusione dall’esenzione sarebbero quelli di Preci, in Valnerina, con i suoi 596 metri, Fossato di Vico, con i suoi 581. Ma sarebbero fuori anche Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Gubbio, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Sigillo e Foligno nonostante abbia una buona parte del suo territorio di origine prettamente montana.
Il Tar ristabilisca quindi un principio di giustizia e di realtà, non negando l’esenzione ai terreni montani. Ora però la nostra attenzione si sposta sul decreto che sta scrivendo il governo. Un documento che doveva uscire dal consiglio dei ministri di ieri, ma che poi è stato rimandato, in attesa della sentenza. Per il 2015 la classificazione alla base dell’esenzione dovrebbe essere basata sulla classificazione dell’Istat, che divide i comuni in “montani”, che saranno esenti, “semimontani”, in cui saranno esenti i terreni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli, oppure “non montani”, dove non ci sarà esenzione. L’invito al Governo, nella scrittura di queste norme, è alla massima attenzione. Anche con la riscrittura infatti non mancherebbero i problemi. Con i nuovi criteri si creerebbe infatti un buco di bilancio, dovuto da entrate minori. Prima della riscrittura entravano 350 milioni, così ne entrerebbero 260. Ma è anche surreale l’eventuale cambiamento delle regole a qualche giorno dalla scadenza fissata”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*