Sinistra per l’Umbria, preoccupata per le sorti della Perugina

Nestlé, nessun blocco degli investimenti su Perugina
Perugina

La sinistra per l’Umbria, dopo le dichiarazioni dell’Assessore allo sviluppo economico del Comune di Perugia, esprime sconcerto e preoccupazione per le sorti della Perugina – Nestlè.

La crisi che ha colpito l’azienda, pezzo importante dell’economia di Perugia, non può essere affrontata con superficialità, soprattutto da parte delle Istituzioni, anzi richiede un impegno serrato e condiviso tra Azienda, Organizzazioni Sindacali e Istituzioni locali e nazionali.

La vertenza della Perugina deve puntare su un Piano industriale di rilancio serio e credibile per dare una risposta concreta a più di mille dipendenti che corrono il rischio di perdere il lavoro e di aumentare le file dei già numerosi disoccupati.
I ritardi della Multinazionale nell’affrontare la crisi produttiva e nell’elaborare nuove strategie industriali hanno causato la progressiva marginalità dello stabilimento di San Sisto e non è sufficiente la smentita dei vertici aziendali di presunti ed informali incontri.
Riteniamo che il confronto tra il management della Nestlè e la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, sia l’occasione per presentare e discutere un Piano di rilancio che, attraverso una politica industriale basata su investimenti tecnologici e innovazione dei prodotti, renda possibile incrementare il volume produttivo annuale e riposizionare la Perugina come azienda traino del settore dolciario.
Senza obiettivi a medio e lungo termine, discussi e condivisi con i rappresentanti sindacali, senza un impegno solido e partecipato delle Istituzioni non sarà facile uscire dalla crisi, non sarà possibile superare la precarietà per le lavoratrici e per i lavoratori, non si potrà salvaguardare l’economia del territorio.
La Sinistra per l’Umbria auspica che vengano finalmente superati ritardi, incertezze e superficiali valutazioni ed esprime il pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della Perugina.

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