“La mancata proroga degli sfratti per finita locazione per le famiglie disagiate è un grave errore del Governo e non un atto di merito che ‘finalmente interrompe la liturgia delle proroghe’ come afferma Confedilizia”. A dirlo è l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti.
“Per prima cosa – continua l’assessore – occorre sgombrare il campo da un equivoco, in Italia non è stata in vigore nessuna sospensione generalizzata degli sfratti. la sospensione in vigore era valida solo per gli sfratti per finita locazione, per quei nuclei familiari con reddito lordo complessivo inferiore a 29mila euro anno e contemporaneamente che avessero una delle seguenti condizioni: presenza di anziani con più di 65 anni, di minori, di portatori di handicap gravi e malattie terminali”.
“La stragrande maggioranza dei casi – sottolinea Vinti – in questa tipologia sono i pensionati. In Italia si stimano almeno 30 mila famiglie e in Umbria alcune centinaia con questi requisiti. Pertanto un provvedimento che garantisse gli inquilini e al tempo stesso i piccoli proprietari immobiliari era atteso da più parti, anche a seguito di un ordine del giorno specifico, approvato dal Parlamento, su proposta del Partito Democratico”.
“Si trattava – continua l’assessore regionale – di una proroga che avrebbe riguardato una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione che quindi avrebbe escluso sia la morosità, oggi la causa prevalenete di sfratto, sia la necessità per il proprietario di ritornare in possesso dell’alloggio.
Si tratta di famiglie che per livello di reddito e situazione complessiva hanno scarse se non nulle possibilità di reperire un alloggio a libero mercato e data la cronica carenza di alloggi a canone sociale, risulta improbabile che possano risultare assegnatari di un appartamento pubblico”.
“Pertanto – continua – la mancata proroga degli sfratti causerà ulteriore disagio sociale visto che non esiste nessun meccanismo certo, pubblico, di passaggio ‘da casa a casa’ per una famiglia sfrattata. Inoltre l’annuncio del Ministero delle Infrastrutture di uno stanziamento di 446 milioni di euro per le politiche abitative può andar bene per un po’ di propaganda ma non certamente per risolvere i problemi. I fondi stanziati, infatti, sono da spalmare per i prossimi sette anni e non come si vuol far intendere utilizzabili per il 2015. Ne vengono fuori risorse annuali imbarazzanti, se non ridicole, per affrontare anche parzialmente la ‘crisi strutturale abitativa’ del nostro Paese. Risorse del tutto insufficienti anche per l’Umbria, sia per il ‘sostegno all’affitto’ sia per la ‘morosità incolpevole’ che coprirenno percentuali irrisorie delle famiglie che ne hanno diritto.
“Inoltre – secondo Vinti – è bene chiarire che i fondi a sostegno servono per cerczre di impedire nuovi e ulteriori sfratti, ma non hanno nessuna incidenza su sfratti già emessi ed esecutivi per finita locazione.
La realtà è che il fondo per il sostegno agli affitti nel 1998 era di 300 milioni di euro e oggi di 100 milioni con sfratti che sono aumentati, in questi anni, del 50%, sono risorse, pertanto poco più che simboliche”.
“La politica del Governo – conclude Stefano Vinti – dovrebbe incentrarsi sul come evitare ulteriori sfratti, negli ultimi sei mesi sono stati 350 mila in Italia e in Umbria 6mila circa, di cui il 90% per morosità, mettendo in campo risorse per accedere ad un alloggio alternativo o per compensare del prolungamento del contratto d’affitto, il piccolo proprietario immobiliare. Inoltre è bene ricordare che per ogni sfratto ci sono almeno altre dieci famiglie sulla soglia dello sfratto, infatti il 30% degli inquilini sono in ritardo nel pagamento dell’affitto, evidentemente in crescente difficoltà per la crisi economica e per le politiche di austerità. A fronte di queste nuove annunciate ondate di sfratti di famiglie particolarmente disagiate, il Parlamento ora metta una ‘pezza’ a questo disastro emendando il testo del ‘Mille proroghe’ in sede di conversione in legge del decreto, reinserendo la proroga”.

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