Positivo nel primo giorno di scuola, appello della Regione a vaccinarsi

Gioventù Nazionale, gli studenti non ci stanno e vogliono risposte

Positivo nel primo giorno di scuola, appello della Regione a vaccinarsi

Uno studente di una seconda classe della sede di via del Botagnone dell’Itis Cassata-Gattapone a Gubbio, si era sottoposto ad un tampone rapido che ha dato esito positivo. Il risultato, è stato comunicato all’Asl che ha informato la dirigenza dell’istituto decidendo, di comune accordo ed a titolo precauzionale, di tenere ieri a casa sia l’intera classe che il corpo docente che l’aveva frequentata nella giornata di lunedì. Il ragazzo risultato positivo a test rapido è stato sottoposto al tampone di controllo. Se risulterà positivo anche questo scatterà la quarantena anche per gli altri compagni di classe, prevista in sette giorni per i vaccinati e dieci per gli altri. La precauzione verrà attuata pure se risultassero negativi per rispettare il periodo di incubazione.

La regione Umbria al quinto posto in Italia per adesione alla vaccinazione rinnova l’invito ai cittadini indecisi, in fase di pianificazione la somministrazione della terza dose. Nell’adesione alla vaccinazione anti covid l’Umbria si colloca al quinto posto tra le regioni italiane, con il 75,8 per cento della popolazione che ha ricevuto la prima dose di vaccino e il 69,6 per cento che ha completato il ciclo con due dosi.

In Umbria sono state vaccinate prioritariamente le persone anziane e i soggetti fragili: il 91 per cento degli over 50 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, per gli over 70 si va oltre il 96 per cento. La comunicazione arriva dall’Assessorato regionale alla Salute, informando che la messa in sicurezza delle persone anziane ed estremamente vulnerabili rimane una priorità.

Proprio per garantire la sicurezza di queste fasce della popolazione, dalla Direzione regionale Salute, è stata inviata una lettera a tutti i direttori di distretto per ribadire l’obbligo vaccinale a tutti i soggetti che entrano nelle Rsa a qualsiasi titolo, come previsto dal decreto legge 122 del 10 settembre 2021.

Contemporaneamente, in applicazione alle disposizioni ministeriali si sta predisponendo il piano per la somministrazione, presumibilmente a partire dalla prossima settimana, di dosi addizionali alle categorie maggiormente esposte a rischio. Vi rientrano in primis i trapiantati di organi e i soggetti che presentino sulla base della valutazione clinica un livello di immunocompromissione assimilabile.

Inoltre, per i grandi anziani (ultraottantenni) e per i soggetti ricoverati nelle Rsa, proprio per mantenere un’efficace risposta al vaccino, è prevista una terza dose dopo almeno 6 mesi dall’ultima somministrazione. Questa opzione si valuta anche per gli operatori sanitari a seconda del livello di esposizione all’infezione e in base al rischio individuale, in accordo alla strategia generale della campagna vaccinale.

Durante il periodo estivo la campagna vaccinale regionale ha puntato molto sulle fasce d’età più giovani, con molteplici iniziative, tra cui gli open day e, da domenica 12 settembre, anche sulla possibilità di presentarsi ai punti vaccinali senza prenotazione. Attualmente, nella fascia 12-19 anni sono stati vaccinati con prima dose oltre 41.000 giovani su 61.000 (il 66 per cento) mentre nella fascia 20-29 anni sono oltre 59.000 i vaccinati su 79.000 (il 75 per cento).

Tra i soggetti risultati positivi il 90 per cento non ha una vaccinazione completa e questo dato dimostra che la vaccinazione rimane lo strumento indispensabile per uscire dalla pandemia. La grande maggioranza dei cittadini umbri lo ha ben compreso: da mesi infatti, l’Umbria è tra le Regioni che somministrano in maniera più puntuale ed efficace le dosi consegnate dalla struttura commissariale nazionale. Per rendere ancora più sicura la comunità si invitano tutti i cittadini ancora non immunizzati a vaccinarsi per proteggere se stessi e i propri familiari e permettere una ripresa della vita economica, sociale e culturale a partire dalla scuola in presenza.

 
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2 Commenti

  1. Se ho ben capito la strategia sarebbe.
    verifico col tampone se in classe vi siano positivi.
    Se non ci sono vado avanti e ricontrollo dopo un tempo determinato facendo altri tamponi.
    Se invece c’è almeno un positivo, metto la classe in quarantena per il periodo di incubazione (5) giorni per i vaccinati e 7 per gli altri.(quindi una parte della classe torna a scuola e un’altra (quella dei non vaccinati resta a casa). Chi avesse già preso il covid resterebbe inutilmente in quarantena
    Gli studenti in quarantena però non sono isolati per cui potrebbero contagiare i conviventi.
    Dopo il periodo di quarantena differenziata si torna in classe e si rifà il tampone. Se c’è un positivo rimetto in quarantena i vaccinati che sono rientrati per primi. Quando rientrano gli altri rifaccio il medesimo controllo e se trovo un altro positivo rimando tutti a casa per un’altra quarantena. e così fino a che non ci siano positivi nello screening. Ho capito bene?
    L’alternativa sarebbe quella di isolare il positivo ridurre il tempo tra due controlli successivi al resto della classe che continuerebbe le lezioni.

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