Nel mese di agosto l’UniTre integrerà al Museo i servizi di accoglienza e sorveglianza

Contribuire alla sorveglianza, alla vigilanza, al presidio delle sale espositive, all’accoglienza e all’informazione al pubblico. Queste le attività di intervento che i volontari dell’Università della Terza Età di Spoleto garantiranno per tutto il mese di agosto presso il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto alla Rocca Albornoziana. <br />In virtù della convenzione stipulata tra il Comune di Spoleto, la Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico dell'Umbria e l’UniTre, e grazie all’interessamento dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, i volontari dell’UNITRE integreranno il lavoro dei custodi della Soprintendenza, in stretta collaborazione con i funzionari dell'Amministrazione per i Beni e le Attività Culturali.   <br />L’accordo permetterà di sopperire alla carenza del personale statale addetto ai servizi di vigilanza e sorveglianza del Museo durante la stagione estiva, garantendo al tempo stesso sia la funzionalità della struttura, sia l’apertura regolare dell’intero polo culturale nel periodo di maggiore afflusso di visitatori.<br />La Convenzione specifica inoltre che il servizio sarà condotto, con la supervisione del Direttore del Museo, da operatori volontari designati dal Comune che, a sua volta, si impegna a garantire che la professionalità degli stessi sia adeguata alle funzioni da svolgere in relazione alle strutture nelle quali devono operare.<br />“L’istituzione del “Museo Nazionale del Ducato di Spoleto” – ha dichiarato il Sindaco Massimo Brunini – rientra nel lungo e impegnativo percorso per il recupero del complesso monumentale della Rocca Albornoziana, non ancora definitivamente completato e nel quale sia lo Stato, sia le Istituzioni umbre hanno investito tantissime risorse, impegnandosi ciascuna a garantire il buon funzionamento di una parte del complesso. L’apertura del Museo, nelle attese di tutti, deve dare  un impulso decisivo alle attività e alla forza attrattiva della Rocca ed è, quindi, necessario che possa svolgere al meglio le proprie funzioni. Con questo accordo la Città ha dimostrato, ancora una volta, che non si limita a chiedere, ma è pronta a offrire ogni possibile contributo al buon andamento delle attività; ciò nonostante il Museo continua ad essere aperto con un orario ridotto. E’ evidente che il buon funzionamento del Museo nazionale non può basarsi né sull’opera meritoria dei volontari, né su altri eventuali supporti locali all’attività di vigilanza. E’ indispensabile, quindi, che lo Stato, tramite i competenti organi governativi, metta rapidamente a disposizione le risorse necessarie affinché il Museo possa svolgere al meglio i propri compiti, essere aperto con orari normali e offrire i servizi propri di una così importante istituzione culturale, onorando gli impegni a suo tempo sottoscritti con le Istituzioni umbre e che sono parte integrante e sostanziale dell’accordo per il restauro e il funzionamento della Rocca Albornoziana. Ho già avuto modo di rappresentare la questione all’attenzione del Ministro  per i Beni e le Attività culturali e sono certo di poter contare sull’impegno della Direzione regionale e della Soprintendenza per riuscire quanto prima a far sì che il Museo sia aperto con orari adeguati e possa svolgere a pieno le proprie attività”.

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