M5S Perugia critica Cernicchi ma ne ha anche per Severini: “Troppa austerity”

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Il rassicurante clima natalizio perugino, con il centro rivitalizzato dalla grande affluenza di cittadini e dagli eventi festivi, è stato rovinosamente incrinato dall’aspro articolo dell’ex assessore alla cultura Andrea Cernicchi, contro l’austerità del suo successore Maria Teresa Severini. Una lunga lettera piena di strali affilati in cui Cernicchi rievoca le sue glorie di amministratore, tutte spente dalla smania di risparmio, o di damnatio memoriae, che pervade oggi Palazzo della Penna e che sta mietendo quotidianamente i progetti e gli eventi voluti da Cernicchi in questi anni, per ultimo quello dell’Accademia del Donca di cui pochi giorni fa è stata annunciata la fine dello storico legame con l’assessorato alla cultura.

Tutti i maniaci nostalgici del Donca e l’intero endorsement di Cernicchi hanno osannato l’uscita del loro eroe, che tanto avrebbe fatto per rivitalizzare una città portata al declino da quegli stessi colleghi che gli sedevano accanto in Giunta Comunale nel passato decennio.

Ai lettori più attenti questa lettera sarà parsa il primo atto ufficiale della campagna elettorale per le regionali di Andrea Cernicchi, proprio ora che l’ex assessore era tornato diligentemente al suo “normale” posto di lavoro presso Umbria Mobilità.

Ma la strada verso la Regione Cernicchi la stava preparando con cura ormai da anni, lastricando il suo operato di progetti ed eventi, in buona parte meritevoli, ma perlopiù utili a crearsi una  riserva certa di consensi elettorali, sostenuta da un’abile organizzazione di privilegi e rapporti beneficiari  con i vari soggetti che collaboravano con l’assessorato. Una piccola fabbrica del consenso creata ad arte.

E’ proprio il caso dell’Accademia del Donca, delle altre associazioni municipali e dei numerosi circoli Arci del territorio che in questo decennio hanno avuto garantite dal Comune numerose prebende che altre associazioni hanno sempre sognato: finanziamenti, sedi, promozione, pubblicità, patrocini, spazi per eventi, pubblicazioni, perfino la campagna iscrizioni totalmente gestita e finanziata dall’assessorato guidato da Andrea Cernicchi.

Gli ultimi mattoni dorati di questa strada sono stati posati a ridosso della campagna elettorale per le comunali; in particolare gli eventi del Festival Encuentro e della giornata di festeggiamenti “Siamo in finale Saremo Capitale” per il fallimentare progetto di Perugia ECoC 2019: due eventi per cui il Comune è stato sanzionato dal Corecom umbro, sotto esposto del M5S PG, per aver diffuso una comunicazione non indispensabile, non indifferibile e non impersonale del suo operato in prossimità delle elezioni amministrative; in altre parole per aver fatto propaganda con i soldi dei cittadini.

Infine Cernicchi ci aveva lasciato il sogno di un avvenire radioso con l’innovativo progetto di residenze teatrali Corsia Of, da includere nelle attività dell’Ex-Fatebenefratelli: un progetto prestigioso, necessario e di ottima promozione per le nuove compagnie teatrali perugine. Peccato però che di questo progetto non esista una delibera di Giunta, né un fondo economico strutturale che ne avrebbe garantito l’operatività immediata.  Insomma un miraggio che si è subito dissolto nelle mani del nuovo assessore Severini.

Se questo era il passato che, malgrado tutto, garantiva e promuoveva un certo fermento culturale, oggi invece abbiamo la paura che l’arrivo dell’assessore Severini rischi di desertificare definitivamente quel clima di timida crescita culturale, troncando molte cose avviate con la ghigliottina dell’austerity. Concordiamo e collaboreremo per interrompere il meccanismo viziato della fabbrica del consenso e dei numerosi clientelismi; ma una città come Perugia, che investe in cultura solo il 3,5% del suo bilancio, non può permettersi ulteriori tagli in un settore fondamentale.

 La rinascita di una città passa soprattutto per la promozione della cultura intesa come azione sociale, formazione del pubblico e crescita della cittadinanza, non solo come salotto  per un’elite cittadina o vetrina per il turismo.

Questo ce lo ricorda il Comune di Bologna che proprio quest’anno ha vinto eccezionalmente il premio Ubu per il teatro come “Miglior progetto artistico o organizzativo” per aver finanziato una serie di eventi cittadini tenuti dalla Societas raffaello Sanzio: da Perugia a Bologna ci vogliono 2 ore in auto, ma culturalmente ci separano secoli.

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