Infanzia, Casciari interviene a incontro su sezioni primavera

Diritti sull'Infanzia

Sono in tutto 47 le sezioni primavera, di gestione pubblica e privata attivate in Umbria: il dato è stato reso noto dalla vicepresidente della Regione Umbria, con delega all’Istruzione, Carla Casciari, nel corso del seminario dal titolo “Le sezioni primavera in Umbria tra vincoli e possibilità”, che si è svolto stamani a Perugia.

L’iniziativa è servita anche a presentare uno studio svolto dal Centro regionale di documentazione, aggiornamento e sperimentazione sull’infanzia, che ha visto impegnati il Servizio Istruzione della Regione, le docenti del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell’Università di Perugia e i coordinamenti pedagogici di rete.
L’indagine è stata realizzata su un campione rappresentativo di sezioni per Zone sociali e per gestione, con visita al servizio, analisi documentale e intervista al personale educativo e di coordinamento. Dalla rilevazione è emerso che le 47 sezioni primavera presenti ad oggi nel territorio regionale sono pari al 13,4 per cento dei servizi per la prima infanzia.

Le sezioni primavera sono presenti in tutte le Zone sociali e condividono spazi e tempi con i servizi di appoggio, nido o scuola dell’infanzia nelle differenti tipologie di gestioni presenti (comunali, statali, private, paritarie). Prevalentemente, l’offerta delle Sezioni primavera va ad intercettare il bisogno delle famiglie di offrire ai loro bambini occasioni di socializzazione e di momenti intenzionalmente educativi.

La vicepresidente Casciari ha evidenziato che “le sezioni primavere in Umbria, con una varietà di soggetti titolari tra cui enti religiosi, scuole statali, comuni e cooperative sociali, rappresenta una peculiarità che va valorizzata, anche attraverso un confronto continuo tra le diverse esperienze educative. A livello nazionale – ha detto – a questo tipo di servizio viene dato rilievo nel 2007, ma già nel 2004 a Terni si sperimentava la ‘Sezione Ponte’ che dava una risposta all’esigenza delle famiglie di anticipare l’avvio dei loro bambini alla scuola d’infanzia”.

La vicepresidente ha quindi evidenziato come “le sezioni primavera se ben ‘seguite’ ed ‘accompagnate’ possano rappresentare un fondamentale tassello educativo in un contesto unitario in cui le diverse articolazioni del sistema integrato per l’infanzia collaborano anche attraverso attività di progettazione e formazione comuni”.

“L’impegno della Regione – ha riferito – nei prossimi anni sarà quello di individuare anche nel canale dei nuovi finanziamenti europei risorse per le attività ed i progetti di continuità promossi dalle sezioni, compatibilmente con i vincoli posti dalla Commissione europea che, nella raccomandazione del febbraio 2013, ha ricordato ai paesi membri come l’infanzia sia il periodo della vita caratterizzato da grandi opportunità e come sia necessario offrire servizi educativi e scuole dell’infanzia di grande ed elevata qualità per garantire una crescita armonica.

L’incontro che si è tenuto a Perugia e al quale hanno partecipato esperti e rappresentanti del ministero dell’Istruzione e dell’Ufficio scolastico regionale, è servito per inaugurare una serie di iniziative itineranti che si svolgeranno per tutto l’anno, organizzati dalla Regione in collaborazione con i Comuni ed i coordinamenti pedagogici di rete, in occasione del decennale della legge regionale sul sistema integrato dei servizi socioeducativi alla prima infanzia (n. 30 del 22 dicembre 2005).

“Negli ultimi anni in questa regione – ha concluso Casciari – le riflessioni e le esperienze sui temi dell’infanzia hanno visto crearsi una forte sinergia sociale ed istituzionale con l’Università, i Comuni e le zone sociali, con i coordinamenti pedagogici di rete, il Tavolo regionale di coordinamento, Villa Umbra e tutta il mondo della formazione. L’obiettivo finale è di confermare l’impegno forte e convinto per continuare a tutelare la qualità dei servizi dedicati all’infanzia e calibrare le proposte dove le sfide attuali richiedano cambiamento e flessibilità nuove”.

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