CUORE DI TIGRE: ORATORIO DI SANTA CECILIA-PERUGIA

di Alessandra Cianetti (UJ.com3.0) PERUGIA – Saranno Marco Malvaldi, Alfredo Colitto e Claudio Gallo a raccontare  Cuore di tigre, l’antologia dedicata a Emilio Salgari che racchiude i racconti di alcuni dei migliori scrittori italiani. L’incontro si terrà venerdì 29 marzo, ore  18.00 presso l’Oratorio di Santa Cecilia (Via Fratti,2). Questa antologia è un omaggio sentito da parte di un gruppo di amici che ha avuto nel tempo un legame speciale con le storie di Emilio Salgari. Quattordici coraggiosi tigrotti che hanno deciso di ripercorrere le strade dell’immaginario tracciato dallo scrittore veronese nell’anno in cui si celebra il centocinquantesimo anniversario della nascita del Padre degli Eroi. Quattordici scrittori italiani che hanno scelto di intraprendere l’impresa, scegliendo generi letterari diversi come l’avventura, la fantascienza, il western, il noir, il racconto di formazione: Marcello Simoni, Alfredo Colitto, Pino Cacucci, Wu Ming 5, Marco Malvaldi, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Mino Milani, Piero Colaprico, Tullio Avoledo, Marco Buticchi, Simone Sarasso, Alan D. Altieri, Luca Di Fulvio e un fratello della costa come Valerio Evangelisti. Guest star d’eccezione lo stesso Emilio Salgari di cui viene proposto il primo originale racconto, “I selvaggi della Papuasia”, pubblicato a soli vent’anni. L’avventura, il mare, il pericolo, l’evasione, il coraggio, la meraviglia, l’“altro”. Per generazioni, sui banchi di scuola, nei corridoi grigi, nelle biblioteche di paese o di città, al sicuro sotto le coperte, le pagine di Emilio Salgari hanno fatto sognare, trepidare, viaggiare migliaia di ragazzi.

“In caso qualcuno nutrisse dubbi, ancora oggi Emilio Salgari rimane la leggenda dell’intera narrativa italiana d’avventura”. Lo scrive Sergio Altieri, in arte Alan D. Altieri nella pagina “personale” che introduce il suo racconto, in cui delinea i nuovi misteri della Jungla Nera attraverso il personaggio di Suyodhana, appunto. Una pagina per raccontare il proprio rapporto, – passato e ancora presente -, con Salgari, che tutti i “tigrotti” coinvolti hanno redatto a mo’ di prefazione del testo letterario. Un aneddoto, una suggestione, un ricordo prima di prendere in mano la penna e far andare a vele spiegate l’immaginazione. “Credo che quelle letture abbiano fatto di me uno scrittore felice”, riflette Tullio Avoledo che fa viaggiare nel tempo Yanez e Sandokan. Marco Buticchi, “venuto su a surrogato di cioccolata (perché non esisteva ancora la Nutella”) e romanzi di Emilio Salgari”, racconta che fine ha fatto il mitico tesoro di Sir James Brooks. Pino Cacucci, di quelli che “il primo libro non si dimentica mai” – e parla de Il Corsaro ero -, reinventa La capitana del Yucatan traslando un fatto storico nell’universo salgariano. Piero Colaprico narra l’ultima avventura del cacciatore di tigri Tremal Naik, “avremo tutti bisogno di un amico come lui: ma come facciamo a farlo respirare con noi?”, si domanda. Alfredo Colitto riporta in scena il Corsaro Nero in un’avventura inedita, “giocando con i personaggi come faceva da piccolo”. Luca Di Fulvio mette in campo una nonna partigiana, la Nenna, a cui fa raccontare la vera storia dell’avventuriero italiano che ispirò il personaggio di Yanez, Salgaroli. Carlo Lucarelli racconta il lato umano e positivo del Rajah di Sarawak.

Marco Malvaldi ritrae i protagonisti de La scimitarra di giada mentre giocano a carte in una lurida locanda. Mino Milani e Massimo Carlotto si misurano con il western e le storie di Frontiera, il primo dando alle stampe l’ultimo racconto di Tommy River inventandosi la storia postuma di un personaggio ufficialmente morto; il secondo scrivendo il primo western della sua vita, una storia di Apache ispirata a una vera. Del resto, scrive Carlotto nella sua pagina personale, “l’obiettivo di Salgari era prendere un ragazzino da una casa di Padova e portarlo in giro per il mondo, dalla Malesia alle Antille, facendogli indossare i panni del pirata, del pioniere o addirittura dell’esule politico polacco in Siberia”. Simone Sarasso riprende un romanzo salgariano, Le meraviglie del 2000, in cui si ipotizzava che dormendo si potesse andare nel futuro, e fa scampare al suicidio Salgari spedendolo nella nostra epoca accompagnato da Kabir Bedi. Marcello Simoni fa tornare a navigare la Folgore. I Wu Ming riportano in scena capitan Testa di Pietra durante le guerre anglo americane.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*