L’Osservatorio archivistico, associazione per la rinascita degli studi e della professione archivistica, ha organizzato per il giorno 7 febbraio ore 10,30 un sitin nella piazza Giordano Bruno a Perugia, davanti all’ingresso del chiostro di San Domenico, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni che sta arrecando una politica amministrativa incurante degli effetti derivanti dall’applicazione del decreto ministeriale del novembre 2014.
Questo prevede il declassamento dell’Archivio di Stato di Perugia e l’accorpamento tra la Soprintendenza archivistica dell’Umbria e quella delle Marche. Inoltre, limiterà il campo d’azione, le possibilità d’intervento e soprattutto condurrà ad una sistematica riduzione delle capacità propositive, all’interruzione di percorsi di studio ed al depauperamento delle istituzioni colpite e dei servizi da loro erogati.
L’applicazione di questo decreto, parte della riforma del Ministero dei beni culturali, è l’ennesimo attacco in tutto il territorio nazionale contro i beni culturali. Gli archivi, inclusi sotto il patrocinio del Ministero dei beni culturali dal 1975, costituiscono la memoria, la testimonianza di tutta la nostra storia, sono il luogo attraverso il quale si costruiscono le informazioni che portano alla produzione della conoscenza storicamente fondata. Specificatamente, l’Archivio di Stato di Perugia è, o meglio era, un organismo perfetto per l’adempimento del suo ruolo istituzionale.
Al suo interno è custodita la materia prima che gli proviene per legge dall’esterno: non deve acquistarla; ospita una scuola di Archivistica, paleografia e diplomatica, che forma ulteriormente archivisti già specializzati; accoglie un laboratorio di restauro dei materiali librari e cartacei. L’Archivio, dunque, è un organismo funzionale che si auto-rigenera e auto-conserva. Ma negli ultimi anni è stato minato da tagli ai finanziamenti e depauperato nelle sue potenzialità a causa del mancato incremento di figure professionali che avrebbero dovuto compensare quelle “mandate” in pensione. Eppure è sopravvissuto, anzi, grazie ad una recente amministrazione illuminata, ha incrementato e potenziato le sue attività e servizi.
Il sitin è aperto a tutti coloro che amano, lavorano e credono nel valore dei Beni Culturali, patrimonio di tutti i cittadini. Ogni attacco a questi è un danno che viene fatto a ciascuno di noi.
Alla manifestazione parteciperanno utenti degli archivi, rappresentati delle Istituzioni culturali, funzionari degli archivi e della Soprintendenza, consiglieri comunali, giornalisti, operatori in altri settori dei beni culturali (biblioteche, musei) e privati cittadini che vogliono esprime il loro dissenso. Le istituzioni al momento non hanno preso una pozione pubblica.
In mattinata è prevista per i giornalisti una visita all’interno dei locali dell’Archivio di Stato, durante la quale, oltre alle zone accessibili all’utenza, saranno mostrati i depositi dell’archivio e alcuni pezzi di notevole importanza storica e artistica che vi sono conservati. Durante la mattinata si offrirà una piccola colazione fatta in casa offerta dagli osservatori.
Massimo Locci (presidente Osservatorio archivistico e Archivista libero professionista e privato cittadino) Valentina Carola (archivista, osservatrice)

Commenta per primo