La Confesercenti di Perugia, ha deciso di scendere in campo, grazie all’intervento tempestivo del suo Coordinatore Comprensoriale, Federico Lupatelli, a fianco dei tanti imprenditori, titolari di lavanderie self-service che minacciano chiusura per le troppe tasse e le spese tariffarie elevate.
“La volontà di aprire un’attività come le lavanderie a gettoni dovrebbe essere di sicuro interesse perché in teoria investendo un capitale relativamente contenuto, si dovrebbe avviare un’attività autonoma che dovrebbe prevedere bassi costi grazie all’assenza di personale e il costo contenuto delle spese fisse – dichiara Federico Lupatelli, Coordinatore Comprensoriale Confesercenti di Perugia – per aprire un’ attività di questo tipo non servono conoscenze tecniche specifiche e l’ottimizzazione del tempo e il risparmio di soldi che ne derivano per i clienti contribuiscono ad aumentare il fascino e il successo di queste lavanderie self-service.
È soprattutto il tempo, o meglio la sua mancanza, che spinge le persone ad utilizzare questo genere di lavanderia e più in generale servizi pratici e veloci e con costi contenuti e convenienti. L’apertura di lavanderie self-service sembrerebbe avere all’apparenza molti pro e risulterebbe essere un ottimo investimento ma in realtà tante lavanderie hanno chiuso e molte chiuderanno, la causa gli elevati costi delle utenze, divenuti insostenibili.
Il Coordinatore comprensoriale della Confesercenti di Perugia, Federico Lupatelli, ha incontrato una rappresentanza di titolari di lavanderie self-service, situate in diverse zone di Perugia, che lamentano tutti gli stessi problemi, cioè conti alla mano, gli imprenditori fanno notare che i ricavi delle loro attività non riescono a coprire più i costi, lievitati a vista d’occhio e sempre più onerosi, come le utenze, che per questo genere di attività sono considerate vere e proprie materie prime (acqua e corrente).
Studi di settore troppo generici e che non prevedono nello specifico i consumi delle lavanderie, quindi non congrui e non coerenti, i costi di manutenzione dei macchinari, dei detergenti, dell’affitto, inoltre i problemi tecnici per la realizzazione di una lavanderia self service sono parecchi e se l’impianto non passa il vaglio dell’Unità Sanitaria Locale che deve dare il permesso, compatibilmente con il rispetto di alcune norme igieniche, non è possibile avviare l’attività.
La paura degli imprenditori è quella di dover essere costretti a chiudere, come già successo per tanti altri impianti dislocati in città, a causa di bollette troppo alte e incassi ridotti all’osso e diversi sono stati gli appelli e le proposte della categoria rivolte alla pubblica amministrazione.
“Dobbiamo richiedere sgravi all’Amministrazione e bollette agevolate, agli enti preposti, magari con tariffe forfettarie, o che abbassino in bolletta i consumi che corrispondono al dispacciamento e ai servizi di rete – continua Lupatelli- mi impegnerò a fare un appello di sensibilizzazione al Sindaco Romizi, affinchè l’Ufficio riduzione del Comune di Perugia si rivolga non solo a famiglie e privati ma a tutti i commercianti e imprenditori, per aiutare la ripresa di tutte queste attività che rappresentano l’asse portante della nostra economia, impegnandoci tutti quanti in prima persona per tutelare e garantire l’evoluzione di questa parte fondamentale del mondo produttivo locale.

Commenta per primo