Conferenza programmatica Sel, a Ponte San Giovanni, intervento portavoce dell’Altra Europa

I numerosi interventi della mattina, di alto profilo, hanno delineato interessanti prospettive per una ripresa della nostra regione, le stesse prospettive che le politiche regionali fin qui attuate non hanno saputo interpretare. Nel pomeriggio si è parlato dei nemici dell’Umbria.
I nemici dell’Umbria sono gli stessi nemici che tengono sotto scacco l’Italia e l’Europa. Sono, prima di tutto, le cause e le cure dell’attuale crisi economica, politica, sociale.
Si chiamano finanziarizzazione dell’economia, dominio del denaro sulle persone, delle banche sui governi.
Si chiamano austerità, fiscal compact, pareggio di bilancio in costituzione, politiche di riduzione dei diritti e delle tutele dei lavoratori, ma anche mancanza di progettualità, pressappochismo, interessi privati.
I nostri governanti, anche quando hanno affermato il proprio dissenso da queste politiche, non sono andati oltre i tentativi di riduzione del danno causato alle comunità dallo strapotere della finanza, producendo solo forme di accettazione graduale del disastro in corso, che consegnerà al futuro, se non riusciremo a fermarlo, una società disintegrata, ineguale come non mai, supina agli interessi di un’esigua minoranza di speculatori e affaristi.

Il 25 maggio 2014, un risultato positivo, anche se non travolgente, della nostra lista L’Altra Europa con Tsipras, aveva prospettato un possibile percorso comune delle soggettività politiche che avevano partecipato alla sua costruzione, accettando un programma in dieci punti ed una più corposa elaborazione che rimangono elementi distintivi della nostra identità.

A partire da quel risultato abbiamo avviato un percorso di confronto e di riflessione per costruire una nuova progettualità per l’Umbria, capace di archiviare errori, omissioni e inerzie delle passate amministrazioni e tradursi, attraverso la partecipazione attiva della comunità regionale, in un programma politico in cui si riconosca una vasta coalizione sociale; un programma antiliberista e solidaristico, centrato sulle persone e sulle loro necessità e capace di individuare una via d’uscita dall’austerità, espressa in Italia, in tutti i livelli di governo del territorio, dal dilagare del renzismo quale filosofia di governo.

Avviato il 1 novembre del 2014, questo percorso è oggi alle battute finali: le giornate tematiche che avevamo previsto come moneto di confronto si stanno realizzando e termineranno intorno alla metà di marzo. Oltre all’iniziativa sulla scuola, già effettuata il 20 febbraio a Perugia, sono previsti gli incontri su Lavoro, non lavoro, precarietà (3 marzo a Terni), Città e patrimonio storico-artistico-architettonico (6 marzo a Gubbio), Pace, diritti, migranti (13 marzo a S. Maria degli Angeli), Territorio, ambiente, salute (18 marzo a Città di Castello). Questo patrimonio di idee a confronto è la base del nostro programma, che a breve sarà presentato in un’assemblea regionale.

Non vediamo come possa essere conciliabile con chi rappresenta e ha rappresentato nella nostra regione un pensiero e una pratica del tutto diversi, sul piano del metodo come sul piano del merito: la legge elettorale, varata a tre mesi dalla data delle elezioni, presenta forti elementi di incostituzionalità ed è sicuramente antidemocratica perché calibrata sull’interesse politico della maggioranza uscente anziché sulle esigenze di partecipazione dei cittadini (vorremmo sapere su questo punto cosa ne pensano i compagni di Sel, con cui vorremmo condividere, come abbiamo fatto alle europee, il problema della costruzione di una sinistra di governo).

Di contro, l’attività della giunta uscente ha prodotto una “crisi nella crisi”, per l’inadeguatezza degli interventi necessari a far fronte tempestivamente alle criticità economiche e sociali, per le scelte di utilizzo delle risorse disponibili, per le modalità del rapporto con i livelli superiori di governo e con le società multinazionali presenti.

Spetta ai soggetti cui è rivolta la nostra proposta fare le scelte conseguenti di organizzazione sociale e di vertenzialità anche istituzionale.

Per il coordinamento regionale, Maurizio Giacobbe

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