“Con altri occhi”, l’arte come non si è mai vista, prosegue il ciclo di lezioni aperte

Sono intervenuti in molti al primo appuntamento, curiosi di capire cosa significasse guardare “con altri occhi”. Lo scorso 13 gennaio si è tenuta la prima delle lezioni del prof. Paolo Nardon, critico d’arte, scrittore e professore a contratto presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, intitolata “La felicità è negli occhi di guarda” e come avvio del ciclo di lezioni dal titolo “Con altri occhi, l’arte come non l’avete mai vista” (da quest’anno divenuto uno dei Corsi Liberi promosso dall’Accademia di Belle Arti) che si svolge ogni martedì sera dalle 21 alle 22.30 al Teatro di Figura in corso Cavour.

Il titolo del primo incontro, d’altro canto, era abbastanza ambiguo e suggestivo da stimolare la curiosità di tante persone. Al piccolo teatro, nascosto appena dietro la Basilica di San Domenico, dopo i saluti di rito alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Perugia Teresa Severini è iniziata la lezione e dopo poche battute si è capito il senso del titolo o meglio i presenti hanno potuto sentire Nardon che lo spiegava con ironica passione, offrendo inoltre una versione non edulcorata del rapporto tra opera e spettatore.

“La malizia è negli occhi di guarda, come la meraviglia, come la felicità”, ha detto il critico mentre nel frattempo mostrava immagini che sono sembrate perlopiù una forma di punteggiatura del discorso,  serrato e insieme fluido, chiaro anche se pieno di digressioni e di continui scarti tra arte, letteratura e filosofia. Il pubblico nonostante gli argomenti trattati siano spesso considerati a dir poco ostili è stato attento e partecipe, per niente annoiato addirittura divertito. Hanno sentito ridefinire il concetto di meraviglia che non è propriamente sorpresa, ma soprattutto spavento e hanno scoperto – e questo è interessante – che la meraviglia non è soltanto il principio del filosofare ma anche secondo Nardon, “l’effetto più potente prodotto dall’arte con la maiuscola”.

Effettivamente le cose dette sono state molte, esposte con veemenza in un fuoco di fila di rimandi e di osservazioni. A questo punto c’è la curiosità di sapere cosa dirà nellaseconda delle sue lezioni (in programma martedì 27 gennaio alle 21) a proposito della “Menzogna critica”, ovviamente che è una conseguenza del “guardare con occhi altrui”, ma non mancherà qualche colpo di scena, qualche curiosa rivelazione. D’altronde non dobbiamo dimenticare che ci troviamo in un teatro e a Nardon calcare le scene sembra davvero piacere.

Nardon prosegue così nella sua opera di liberazione collettiva di fronte all’arte. Smascherando così i vezzi spesso autoreferenziali, se non addirittura interessati, dei critici e degli esperti, incoraggiando il pubblico a entrare senza imbarazzi in un museo o una galleria d’arte e stabilendo un rapporto confidenziale con l’opera esposta, a godersela o a ripudiarla. Nella piena consapevolezza che l’accesso alla sua qualità e alla felicità che è in grado di produrre non ha bisogno di mediatori.

Dopo il prossimo appuntamento, che è quindi “La menzogna critica. L’obbligo di vedere con occhi altrui” in programma martedì 27 gennaio, si andrà poi avanti fino al 19 maggio: “Per come la vedo io. A ciascuno il suo guardare” (10 febbraio); “Contro la bellezza. la qualità rende felice chi la vede” (24 febbraio); “L’arte al mercato capolavori a caro prezzo” (10 marzo); “Nella materia e oltre sta l’immagine. Burri, Fontana e gli altri” (24 marzo); “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità telematica. L’arte ai tempi dell’ipad” (7 aprile); “Triplo salto mortale. Artisti coraggiosi, acrobati e funamboli” (21 aprile); “Rivoluzioni visive. Le opere che hanno cambiato il mondo di vedere” (5 maggio); “Per un arte pericolosa” (19 maggio).

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