Una trentina di lavoratori dell’Ast di Terni sono stati “messi in libertà” oggi dall’azienda all’inizio del loro turno di lavoro nel reparto Pix dell’acciaieria.
Lo si apprende da fonti sindacali. La scelta dell’azienda, secondo gli stessi sindacati, sarebbe comunque legata allo svolgimento dello sciopero cominciato ieri mattina dopo l’annuncia dell’avvio delle procedure di mobilità e concluso per tutti i dipendenti oggi alle 14.
Lo sciopero continuerà in maniera articolata per reparti, per due ore, almeno fino a domenica prossimo. Nel pomeriggio le forze sindacali si riuniranno anche per decidere se modificare le iniziative di mobilitazione.
Punto all’ordine del giorno: In una lettera inviata al presidente dell’Assemblea legislativa Eros Brega, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Matini, ha richiesto l’iscrizione nell’ordine del giorno della prossima seduta consiliare, di martedì 14 ottobre (ore 10), del punto riguardante: “comunicazioni del presidente della Giunta regionale sull’andamento delle trattative connesse alla vicenda Ast di Terni”.
Democratiche umbre: “Solidarietà a tutte le lavoratrici e i lavoratori e alle famiglie interessate dai provvedimenti intrapresi in queste ultime ore da Tk Ast, la cui crisi rappresenta una gravissima ferita al tessuto economico e sociale del territorio di Terni e della Regione tutta”. Lo esprimono le Democratiche umbre. “Auspicando la sollecita ripresa del dialogo tra le parti, per una positiva soluzione della vertenza, le Democratiche dell’Umbria si uniranno alle iniziative a sostegno delle famiglie coinvolte dalla vicenda, non facendo mancare il proprio sostegno politico e morale”.
AST, IDV: SALVAGUARDARE DESTINO DELLE ACCIAIERIE
“Ricordate il dicembre 2007 a Torino? Sette operai furono uccisi nella fabbrica Thyssenkrupp i cui dirigenti furono poi condannati per omicidio. La Thyssenkrupp controlla anche le Acciaierie di Terni, la cui proprietà ha rotto ieri, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, le trattative sul futuro dell’azienda, usando il ricatto di 550 licenziamenti se tutti i lavoratori non avessero accettato una riduzione drastica dei propri diritti. Per Italia dei Valori è evidente che chi ha quel peso sulla coscienza, generato da ciò che è accaduto a Torino, non può oggi ricattare i lavoratori, il governo e il sindacato italiano. Pare incredibile ma negli atteggiamenti della Thyssenkrupp verso l’AST Terni traspare una sorta di rivalsa per l’azione della magistratura italiana nei confronti dei suoi dirigenti. Per queste ragioni IdV invita il governo italiano ad impedire qualsiasi atto unilaterale dell’azienda volto a licenziare. Italia dei Valori, da sempre presente nella regione Umbria, è cosciente di quanto sia importante il destino delle Acciaierie e pertanto se la Thyssenkrupp non intende assumersi le proprie responsabilità diventa necessario cercare un percorso industriale alternativo volto alla ricerca di nuovi imprenditori”. E’ quanto si legge in una nota congiunta del Segretario nazionale dell’Idv Ignazio Messina e del Responsabile del laboratorio lavoro, Maurizio Zipponi.
Cgil, Cisl e Uil Umbria apprezzano l’interessamento della Conferenza episcopale umbra – Ceu e, in particolare, il risalto del grave problema sociale implicito nella vertenza dell’Ast. I segretari generali regionali Mario Bravi (Cgil), Ulderico Sbarra (Cisl) e Claudio Bendini (Uil) sottolineano l’importanza di riprendere una trattativa “equa e dignitosa” in grado di tutelare la parte più debole di una vertenza che nei toni e negli obiettivi appare paradossale quanto incomprensibile. Per questo, Cgil, Cisl e Uil Umbria sottolineano l’importanza del ruolo di stimolo della Ceu e auspicano che le sollecitazioni della chiesa trovino ascolto, affinché tutte le forze responsabili della Regione si facciano parte attiva e lavorino per scongiurare soluzioni improprie e dolorose per i lavoratori interessati, le loro famiglie e la città di Terni.

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