Todi Festival 2019, si inaugura con Simone Savogin e chiude con Cristicchi

Todi Festival 2019, si inaugura con Simone Savogin e chiude con Cristicchi

In un insolita location del piazzale antistante il PalaBarton di Perugia è stato presentato questa mattina il programma della XXXIII edizione di Todi Festival, kermesse di teatro, musica, danza e arti visive, ideata e fondata nel 1987 da Silvano Spada, che si svolgerà dal 24 agosto al 1 settembre 2019. Uno dei principali appuntamenti culturali in Umbria e in Italia a presentare il quale, insieme al sindaco di Todi Antonino Ruggiano, c’erano il direttore artistico di Todi Festival 2019 Eugenio Guarducci, il direttore generale di Todi Festival 2019 Daniela De Paolis e Simone Savogin, protagonista dello spettacolo inaugurale del Festival.

Con loro gli artisti Paola Gandolfi e Stefano Di Stasio, autori del manifesto di Todi Festival 2019.

Rinnovata dunque per il quarto anno consecutivo la direzione artistica di Eugenio Guarducci e l’organizzazione in capo all’Agenzia Sedicieventi grazie al successo delle ultime tre edizioni.

“Si apre – commenta il sindaco di Todi Antonino Ruggiano  un’altra stagione del classico appuntamento di fine estate con il Teatro, nel quale la nostra città sarà protagonista della scena nazionale. Un programma, quello disegnato dal Direttore Artistico Eugenio Guarducci, che ha saputo coniugare il meglio del teatro italiano giovane, insieme ai classici ed alla musica d’autore. Un appuntamento che vedrà Todi come la migliore delle vetrine, pronta ad accogliere turisti ed appassionati, nella cornice delle sue splendide location. Al Direttore ed alla organizzazione – ha concluso il sindaco Ruggiano – vanno gli auguri della città e della Amministrazione, nella consapevolezza che saprà rendere onore ad una tradizione che vede Todi sede privilegiata degli appuntamenti di fine agosto”.

Non a caso è stata scelta una location insolita e singolare per la presentazione di un Festival. Il piazzale individuato si inserisce infatti in un particolare crocevia cittadino in cui popolarissime attività commerciali, rappresentate dai mercati infrasettimanali e del weekend, si alternano a partecipatissime sfide sportive. Questo è anche il luogo scelto da moltissimi perugini per trascorrere il proprio tempo libero. In questo puzzlevitale e dinamico, si è quindi voluto inserire anche un importante tassello culturale, con la presentazione di un Festival che ha sempre rivendicato dinamismo, novità e freschezza e che conferma e rafforza il suo indirizzo verso opere inedite, debutti e prime nazionali con la contaminazione tra generi quali teatromusica, danza, letteratura e arte contemporanea. Proponendo ancora spettacoli site specific, concepiti appositamente per determinati contenitori culturali cittadini. Sempre nell’intento di costruire un’offerta quanto più ampia e variegata, Todi Festival anche quest’anno  non prevede repliche di spettacoli, presentando ogni giorno un programma diverso.

Eugenio Guarducci, per la quarta volta consecutiva chiamato alla Direzione Artistica del Todi Festival, scendendo dal Camion S-Vela – parcheggiato improvvisamente dietro il palco relatori – ha parlato dell’importanza di un necessario processo di “de-aristocratizzazione dell’arte”, senza rinunciare alla sua caratteristica principale: la capacità di stupire e di non essere mai banale“Vogliamo rendere sempre più popolare e sempre meno elitario il Festival e questo anfiteatro ”naturale” e permanente di Camion Vela pubblicitari posizionati alle nostre spalle sta a significare la volontà di  mescolarsi con originalità ad una realtà molto variegata e dinamica fatta di prodotti di largo consumo, di feste, di promozioni di servizi ed anche, fino a qualche giorno fa, di slogan elettorali.  La cultura – ha proseguito Guarducci – dovrebbe essere, qualcosa di cui poter fruire liberamente e facilmente. Da qui la scelta di una programmazione che riteniamo essere molto “fresca” e per molti “gusti” e non a caso oggi sottolineata dalla distribuzione di ghiaccioli griffati Todi Festival.”

“Sono felicissimo – ha dichiarato Simone Savogin – di poter aprire un festival così prestigioso con il mio primo spettacolo teatrale, spero di poter essere all’altezza della rassegna e degli altri ospiti, ringrazio l’organizzazione per l’opportunità e la fiducia e spero che il mio viaggio possa intrattenere e sorprendere, oltre che regalare un po’ di poesia al pubblico”.

“Sono molto contento – ha affermato Simone Cristicchi – perché riesco a portare il mio concerto, dopo sei anni, anche qui in questa regione in esclusiva a Todi Festival. Abbi cura di me Tour vuole essere una sorta di racconto e di resoconto di quattordici anni di musica e teatro. Sono felice che il mio spettacolo si svolgerà al Teatro Comunale di Todi, perché in effetti la mia vita è divisa in due: da una parte l’attore, il narratore; dall’altra il cantante. Ovviamente con il palcoscenico di Sanremo quest’anno c’è stato un ritorno al primo amore. Abbi cura di me è una canzone che mi ha dato tantissimo, ha vinto due premi molto importanti: il primo dedicato a Sergio Endrigo per la migliore interpretazione; l’altro è il premio Bigazzi, per la migliore composizione. Ma il premio più grande è stato quello di essere adottata da molte scuole italiane, elementari, superiori e medie per far riflettere i ragazzi sul testo, che racchiude una ricerca cominciata qualche anno fa sul mondo dell’invisibile. Mi piace parlare delle priorità, tornare a parlare della bellezza ad esempio, della felicità, del superamento del dolore, della forza del perdono”.

“Su un fondo dipinto a due mani che mostra una strada diretta verso Todi abbiamo collocato due nostre figure che esprimono al meglio le caratteristiche di ognuno di noi due. Un po’ – affermano gli artisti autori del manifesto Paola Gandolfi e Stefano Di Stasio come certi personaggi di Buñuel o di Pasolini, sempre in cammino quasi senza meta, così l’uomo di Di Stasio sembra trovarsi lì per caso, ma poi il teatrino che si porta in testa è quanto mai appropriato all’evento che sta per accadere in quella città… e la donna aracneidea dalle sei gambe, “Machine Spider” di Gandolfi, incarna l’idea di differenza nel difficile cammino delle donne”.

Freschezza novità e sperimentazione, dunque, seppure basate sul solido e proficuo legame con Silvano Spada, primo patron e fondatore del Festival. Legame grazie al quale quest’anno il Festival verrà presentato anche a Roma,  nell’OFF/OFF Theatre di via Giulia, da lui fondato e diretto.

L’edizione 2019 ha affidato la sua immagine all’opera creata da Paola Gandolfi e Stefano Di Stasio, autori del nuovo Manifesto. Confermata la tradizione di consegnare a celebri artisti contemporanei l’immagine dell’evento.

In omaggio ai due artisti, il Comune di Todi ha programmato una mostra che sarà allestita nella suggestiva Sala delle Pietre, situata al primo piano del Palazzo del Popolo, uno degli edifici medievali più antichi della città. La mostra verrà inaugurata nel corso della prima giornata del Festival.

Commenta per primo

Rispondi