Terra Madre, l’Umbria valorizza biodiversità e territori 

Terra Madre, l'Umbria valorizza biodiversità e territori 

Produzioni e borghi al centro del confronto a Torino 2026

📌 FLASH NEWS – L’Umbria protagonista a Terra Madre di Torino con progetti su biodiversità, presìdi Slow Food, food policy e valorizzazione delle aree interne. L’assessore Simona Meloni rilancia il legame tra agricoltura, turismo sostenibile e sviluppo dei territori.

Torino, 25 09 2026  – L’Umbria rafforza la propria presenza a Terra Madre Salone del Gusto con una giornata dedicata ai temi della biodiversità, della cooperazione e della valorizzazione delle produzioni agroalimentari. Al centro dell’iniziativa la promozione di un modello di sviluppo che collega agricoltura, tutela ambientale, identità territoriale e opportunità economiche per le comunità locali. Nel corso della seconda giornata della manifestazione internazionale organizzata nel capoluogo piemontese, l’assessore regionale all’Agricoltura, Turismo e Aree interne, Simona Meloni, ha ribadito la volontà della Regione di sostenere il patrimonio agricolo e produttivo umbro attraverso un percorso che metta al centro aziende, territori e comunità. Secondo l’assessore, la salvaguardia della biodiversità rappresenta un investimento concreto sul futuro delle aree interne. L’obiettivo indicato è quello di trasformare il valore delle produzioni di qualità in nuove opportunità economiche e occupazionali per chi vive e lavora nei territori più fragili della regione.

La partecipazione umbra a Terra Madre è stata realizzata in collaborazione con Slow Food, con il supporto del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 3A e della Camera di Commercio dell’Umbria. La giornata inaugurale è stata dedicata ai progetti alimentari, alle politiche del cibo e ai modelli di cooperazione che stanno emergendo nel territorio regionale. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni, associazioni e soggetti impegnati nella promozione di filiere sostenibili e nella tutela delle produzioni tradizionali. Particolare attenzione è stata riservata al progetto Umbria dei Formaggi, illustrato attraverso una degustazione guidata dall’Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi di Perugia. L’iniziativa, nata per valorizzare le produzioni casearie regionali, ha contribuito anche a rafforzare la collaborazione con Slow Food Umbria.

Tra i temi affrontati durante gli incontri figura anche quello delle food policy urbane. Al confronto ha partecipato David Grohmann, assessore del Comune di Perugia, che ha contribuito all’approfondimento dedicato alle politiche alimentari delle città contemporanee. L’attenzione si è estesa inoltre ai modelli di solidarietà e cooperazione rappresentati da Birà Food Coop, esperienza richiamata come esempio di condivisione e partecipazione nell’ambito della gestione del cibo e delle relazioni comunitarie. L’iniziativa ha offerto l’opportunità di riflettere sul ruolo che le amministrazioni pubbliche possono svolgere nella promozione di sistemi alimentari più sostenibili e vicini ai cittadini.

Uno dei momenti centrali della giornata è stato dedicato alla biodiversità regionale. Con il contributo del Parco 3A è stata avviata una rassegna focalizzata sulle specie e sulle produzioni che caratterizzano il patrimonio agricolo umbro. Tra i casi presentati figurava quello della capra facciuta, razza simbolo delle aree montane della Valnerina. L’esempio è stato utilizzato per evidenziare il rapporto esistente tra conservazione della biodiversità, presidio del territorio e continuità delle attività agricole nelle zone interne. Il tema della tutela delle risorse locali è stato affrontato come elemento strategico non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche come leva per generare nuove prospettive economiche e sociali.

Grande interesse hanno suscitato le testimonianze dedicate a due Presìdi Slow Food dell’Umbria, presentati come esempi concreti di recupero delle tradizioni produttive e gastronomiche regionali. La Lumachella Orvietana è stata raccontata da Adio Provvedi, oste dell’Alleanza Slow Food e anima dell’Hosteria di Villalba. Il racconto ha ripercorso il legame tra questo prodotto e la cultura rurale del territorio compreso tra Orvieto e Allerona, evidenziando il valore della cucina tradizionale e della memoria contadina. Spazio anche al Vino Santo da uve affumicate, Presidio Slow Food dell’Alta Umbria. A illustrarne il percorso sono stati Claudio Ceccarelli e Sergio Consigli, rappresentanti del Consorzio dei produttori. Il loro intervento ha ricostruito il cammino che ha portato al recupero e alla valorizzazione di una produzione storica oggi apprezzata anche oltre i confini regionali.

La mattinata si è conclusa con una degustazione narrata dedicata a sei Presìdi Slow Food umbri. L’appuntamento ha rappresentato il momento finale del confronto sulla tutela dell’agrobiodiversità ospitato nello stand regionale. All’incontro hanno partecipato l’assessore Simona Meloni, il direttore della Camera di Commercio dell’Umbria Federico Sisti e l’amministratore del Parco Tecnologico 3A Davis Cruciani. Successivamente l’assessore regionale è intervenuta nel panel nazionale dedicato al Mercato Italiano dei Borghi, iniziativa promossa da Slow Food insieme all’Associazione dei Borghi più belli d’Italia.

Nel corso dell’evento è intervenuta anche la presidente di Slow Food Umbria, Alessandra Cannistrà, che ha sottolineato l’importanza del patrimonio documentato dall’Atlante dell’Arca del Gusto. Secondo Cannistrà, la conservazione delle produzioni tradizionali e della memoria agricola rappresenta una realtà capace di generare ricadute economiche, culturali e identitarie per le comunità locali. La biodiversità viene così interpretata non solo come elemento da salvaguardare, ma come una risorsa concreta per costruire nuove opportunità di crescita. La presidente ha inoltre evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e terzo settore, indicando il progetto presentato a Torino come un esempio di sinergia tra Regione Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria, Parco 3A e Slow Food.

La partecipazione dell’Umbria a Terra Madre si inserisce anche nel percorso legato al centenario francescano. Attraverso incontri, racconti e degustazioni, la delegazione regionale ha proposto un’immagine dell’Umbria legata ai temi della cura della terra, della solidarietà e della sostenibilità. L’ispirazione al Cantico delle Creature e alla figura di Francesco d’Assisi ha accompagnato l’intera presenza umbra al Salone del Gusto. Un richiamo che, nelle intenzioni dei promotori, unisce paesaggio, cultura, agricoltura e tutela delle comunità locali.

La giornata torinese ha così evidenziato come biodiversità, tradizioni produttive e cooperazione possano diventare strumenti di sviluppo territoriale, valorizzando le identità locali e rafforzando il legame tra produzione agricola, ambiente e futuro delle aree interne umbre, come riferisce il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria.

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