Lo scrittore e drammaturgo racconta l’ossessione per il potere del tycoon newyorkese, una parabola che parla dell’America e interroga il nostro presente
di Antonella Valoroso
C’è un momento, nella vita di Donald Trump, in cui tutto sembra perduto. Poi arriva la risalita, l’ostinata resurrezione, il rilancio. E ancora un tonfo, e ancora una scalata. È questo vortice di cadute e ascese che Stefano Massini porta sul palco del Teatro Morlacchi da venerdì 16 a domenica 18 gennaio con «Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man», spettacolo prodotto dal Teatro della Toscana che chiude il cerchio della sua trilogia americana, dopo «Lehman Trilogy» e «Manhattan Project», ponendosi una domanda cruciale: cosa trasforma un perdente in un vincente?
Massini, unico drammaturgo italiano vincitore nel 2022 di cinque Tony Award, non si limita a raccontare il Presidente che conosciamo. Scava nelle origini, nella formazione, nei successi e nelle sconfitte del ragazzo che diventerà l’uomo più potente del mondo. Figlio di immigrati – proprio lui che farà della propaganda anti-immigrati una bandiera – Trump bambino gioca sui campi da baseball di Wareham Place, poi a scuola mostra già una spiccata attitudine al business raggirando gli ignari compagni.
La narrazione prosegue con ritmo incalzante: i primi affari immobiliari in Ohio, le vendite a raffica di appartamenti, l’ascesa disinvolta in un mondo fatto di apparenze e ricchezze. Intorno ai quarant’anni pianifica il suo regno dall’alto di un attico di 3000 metri quadri: la Trump Tower, dove il suo cognome diventa marchio commerciale. «Il panorama è incantevole dall’alto», dice il protagonista di questa storia “non lineare” di un leader che si sente predestinato.
Lo spettacolo, ispirato alla serie di articoli firmati da Massini su «la Repubblica» e al libro edito da Einaudi lo scorso anno e che ha lo stesso titolo dello spettacolo, è dunque la storia di un uomo che ignora i limiti, forza le regole, lancia sfide, non ammette la resa. Un ciclone che irrompe nell’economia, nella finanza e infine nella politica, arrivando fino alla Casa Bianca.
Accompagnato dalle scene di Paolo Di Benedetto, dal disegno luci di Manuel Frenda e dai costumi di Elena Bianchini, Massini fa rivivere sul palco le atmosfere scintillanti degli anni Sessanta, Settanta e primi Ottanta attraverso le musiche jazz e blues di Enrico Fink, eseguite da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi e Gabriele Stoppa.
Lo spettacolo andrà in scena venerdì 16 gennaio alle ore 20.45, sabato 17 gennaio alle ore 18 e domenica 18 gennaio alle ore 17. A completare la rappresentazione concorre anche l’omonima graphic novel di Walter Sardonini edita da La Casa Usher.

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