Gruppo teatrale “Quelli che passa il convento…” a Lama

Musical(UJ.com3.0) LAMA – Dieci anni fa un gruppo di ragazzi della parrocchia di Lama decise di avventurarsi nell’attività teatrale fondando una piccola compagnia. Il compianto don Angelo Pecorari non mancò, subito, di sostenere questa iniziativa procurando i primi microfoni. Ebbe inizio la storia di “Quelli che passa il convento…” Dopo dieci anni i giovani sono tornati là dove avevano cominciato. Dopo la produzione di “Jesus Christ Supestar”, “Aggiungi un posto a tavola”, “Madre Teresa il musical”, “Varietà di VariEtà”, hanno riproposto “Forza Venite Gente”. Non una minestra riscaldata, ma il punto di arrivo di un cammino che ha visto la compagnia in costante crescita. Nel corso di dieci anni é aumentata l’esperienza, sono cambiati diversi elementi, sono entrate forze giovanissime, é rimasto uguale lo spirito di solidarietà e la voglia di stare insieme.

Non a caso sabato e domenica scorsi il teatro comunale di Città di Castello ha registrato il tutto esaurito per i due spettacoli proposti.

É sempre bello ed attuale il messaggio del musical che racconta la storia di Francesco di Assisi vista da un osservatore particolare: quel Pietro da Bernardone, il padre del poverello che, animato solo dall’astuzia della ricchezza, assiste sbigottito alla conversione del figlio. Giudica tutto quello che sta accadendo solo un frutto della pazzia. Invece é la follia dell’amore per Cristo che Francesco e Chiara testimoniano in tutto il mondo. L’amore é qualcosa che non si spiega con le categorie economiche di Bernardone. Il bene é qualcosa da cercare dando la vita, arrivando a quella semplicità che é la sola a garantire la felicità. Quanta attualità in questo!

Chi scrive ha visto il musical e, soprattutto, é testimone della lunghissima preparazione. L’idea, nata molto prima che papa Francesco salisse al soglio di Pietro, é stata portata avanti con grande impegno. Costruire un musical non é semplice: occorre fondere insieme la prosa, il canto, il ballo. Occorre pensare alle scenografie. Occorre amalgamare un gruppo, 33 persone, senza che ci siano “primedonne” che possano disturbare lo sguardo d’insieme. Occorre confezionare gli abiti di scena pronti per ogni cambio: dalle prime suore ai primi fraticelli, dai crociati agli uccelli, dal lupo di Gubbio al diavolo tentatore, di cambi ce ne sono proprio tanti. Questi risultati, sembra, sono stati brillantemente raggiunti. Per rivedere questo giudizio si dovrà aspettare la prima replica, il 6 luglio a Lama.
don Francesco Mariucci

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