Timi riaccende Perugia e rilancia Amleto² per Capodanno

foto Annapaola Martin

Due serate al Morlacchi tra comicità visionaria e nuova energia

Filippo Timi torna al Teatro Morlacchi di Perugia per il Capodanno con una nuova edizione di Amleto², riportando in scena uno spettacolo che negli anni è diventato un riferimento del suo percorso artistico. Dopo il tutto esaurito della scorsa stagione, l’attore umbro ripropone il suo lavoro più iconico in due appuntamenti: mercoledì 31 dicembre alle 22 e giovedì 1 gennaio alle 19.30, trasformando l’inizio del nuovo anno in un rito collettivo di teatro, energia e immaginazione.

La proposta del Morlacchi per il 31 dicembre include anche un momento di festa: al termine della rappresentazione, il pubblico potrà accogliere il 2026 con un brindisi insieme alla compagnia, in uno dei luoghi più simbolici della città. Un gesto semplice, ma capace di restituire al teatro la sua natura di spazio condiviso, vivo, attraversato da comunità e partecipazione.

Amleto² non è una semplice riscrittura della tragedia shakespeariana: è un dispositivo scenico anarchico, un gioco teatrale che mescola comicità surreale e tensione emotiva, dove la parola si intreccia con il corpo e la musica per costruire un racconto che vibra di contemporaneità. Timi porta in scena un Amleto pop, istintivo, irregolare, un giovane che tenta di sottrarsi a un destino che gli pesa addosso come una condanna. Accanto a lui, un ensemble di interpreti che amplifica la forza del testo: Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli.

La Gertrude di Mascino emerge come una madre feroce, capace di scuotere il figlio con una presenza che diventa quasi fisica; la Ofelia di Lietti, fragile e luminosa, attraversa il proprio dolore con una voce che sembra voler trattenere il mondo un attimo prima della caduta; il fantasma del padre, interpretato da Marina Rocco, assume le sembianze di una Marilyn Monroe inquieta e perturbante, mentre una soubrette in crisi irrompe come simbolo di ruoli imposti e identità negate. Ogni figura si muove in un equilibrio instabile tra ironia e tragedia, contribuendo a un cabaret esistenziale che non concede tregua.

Il ritorno di questo gruppo di lavoro, già affiatato al debutto di quindici anni fa, rappresenta una sorta di rinascita artistica. Le esperienze maturate nel frattempo – tra teatro, cinema e televisione – hanno affinato lo sguardo degli interpreti, permettendo allo spettacolo di trovare nuove profondità. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di una rigenerazione creativa, un modo per restituire al testo una vitalità rinnovata, capace di parlare al presente con una forza ancora più incisiva.

La produzione sottolinea come questa edizione di Amleto² non celebri soltanto un successo passato, ma rilanci un percorso che continua a evolversi. La scena diventa così un luogo di trasformazione, dove la memoria del debutto si intreccia con la maturità artistica raggiunta dagli attori, generando un equilibrio nuovo, più consapevole e più audace.

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