BEVAGNA,TEATRO TORTI, AL VIA LA STAGIONE DI PROSA E DANZA

don giovanni 3BEVAGNA – “Siamo lieti di dare il via anche quest’anno a una nuova Stagione di Prosa e Danza al teatro Torti di Bevagna con la preziosa collaborazione del Teatro Stabile dell’Umbria e dell’Associazione Teatro Francesco Torti” con queste parole la Sindaco Analita Polticchia annuncia l’inizio della Campagna Abbonamenti che partirà con la prelazione per i vecchi abbonati, giovedì 13 febbraio.

“Si tratta di un cartellone molto interessante, prosegue la Sindaco, composto da cinque appuntamenti variegati e pensati per un pubblico eterogeneo e attento alla qualità. Per questa Amministrazione la cultura è un valore fondamentale che vogliamo assolutamente tutelare e per questo, nonostante le difficoltà economiche e grazie alla sinergia tra più soggetti, siamo oltremodo lieti di essere riusciti a mantenere questo appuntamento ormai consolidato nel tempo e atteso dai cittadini. Il programma di quest’anno, oltre a spettacoli di impronta classica, e per loro natura sempre attuali, si caratterizza per un’attenzione particolare alle storie che ci aiutano a comprendere meglio il nostro tempo, in una sorta di teatro civile.”

Per inaugurare la Stagione martedì 25 febbraio, un capolavoro del teatro di tutti i tempi, Don Giovanni di Molière. Ricca di eventi e di personaggi, la commedia trova la sua unità nella figura di Don Giovanni: di volta in volta seduttore, perfido, amante infedele, debitore insolente, padrone tirannico, schernitore crudele, figlio snaturato, ateo temerario e ipocrita temibile, gentiluomo di corte, ateo e libertino. Un classico di grande fascino: sospeso tra comicità e tragedia con Filippo Dini, Alberto Giusta, Massimo Brizi, Alessia Giuliani, Alex Sassatelli, Mariella Speranza.

Sabato 8 marzo, in collaborazione con il Centro Pari Opportunità della Regione Umbria, la Compagnia Astra Roma Ballet creata da Diana Ferrara, prima ballerina etoile del Teatro dell’Opera di Roma, presenta Voce di Donna un trascinante spettacolo di danza composto da tre creazioni tutte incentrate sulla figura femminile, con un eccezionale gruppo di giovani danzatori in grado di affrontare gli stili più diversi, dal classico al contemporaneo.

La rinomata compagnia teatrale Quelli di Grock sabato 29 marzo, mette in scena Fuori misura, uno spettacolo che partendo dalla dolorosa vicenda umana e dallo stupefacente estro poetico di Leopardi coniuga in sé tutte le sfumature dell’animo umano. Una magica e coinvolgente “lezione” nella quale si mescolano poesie, riflessioni personali, interazioni con la platea, momenti di grande ironia e divertimento.

Mercoledì 9 aprile, la Stagione prosegue con Infami. Storie di ordinaria antimafia de La Società dello spettacolo. Tratto dall’omonimo libro scritto da Alfonso Russi, l’adattamento teatrale è realizzato in collaborazione con la rete della Comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza. Bresciano di origine, il sacerdote ha fondato a Lamezia Terme una comunità autogestita insieme a persone con disabilità, che difende, sulla propria pelle, l’idea di una comunità umana libera dall’assillo dell’ingiustizia. Un vero e proprio presidio di democrazia e legalità in una terra occupata. Lo spettacolo è stato inserito nel percorso di sensibilizzazione promosso dall’Amministrazione Comunale e dall’Associazione Libera per ravvivare il senso civico di prevenzione e integrità, come sbarramento alle speculazioni, alla corruzione e all’illegalità.

L’ultimo appuntamento, domenica 27 aprile, è con Muro vita di Nof4, astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale, con la drammaturgia e la regia di Ciro Masella. E’ la commovente storia di Nannetti Oreste Fernando uno psicotico grave che rinchiuso in manicomio ha inciso sui muri esterni del padiglione centottanta metri di pensieri. Pensieri che fanno tremar le vene e i polsi. Per dolore, follia, solitudine e bellezza. “Tutto ciò, conclude la Sindaco, con l’augurio che anche con questa Stagione teatrale si rinnovi il piacere di passare una serata in compagnia all’insegna del divertimento e dell’accrescimento culturale”.

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