Successo per la Giornata Europea del Patrimonio Templare

Un viaggio tra la storia e i templari con Accademia Focus 
Foto: Rita Paltracca

San Bevignate tra i luoghi simbolo della memoria

di RitaPaltracca

Perugia, 15 ottobre 2025 – La prima Giornata Europea del Patrimonio Templare è stata un grande successo di pubblico. A Perugia, domenica 12 ottobre, si è tenuto un doppio appuntamento – uno al mattino e l’altro nel pomeriggio – presso il Complesso Templare di San Bevignate, in via Enrico dal Pozzo. Le visite, condotte dalla medievista Sonia Merli, membro del Comitato Scientifico della TREF (Templars Route European Federation), hanno attirato curiosi, appassionati di storia e semplici visitatori, desiderosi di scoprire un patrimonio culturale tanto affascinante quanto misterioso.

Particolarmente significativa è stata la visita di domenica mattina, che ha incluso l’accesso alla parte privata di San Bevignate – normalmente non aperta al pubblico – di proprietà della Famiglia Rossi, che ha concesso la possibilità di visitare alcuni spazi interni collegati al complesso, offrendo ai presenti un’esperienza unica.

È importante ricordare che la data del 13 ottobre è profondamente simbolica nella storia templare. Il venerdì 13 ottobre 1307 segna infatti uno dei momenti più drammatici per l’Ordine del Tempio: in quella giornata, il re di Francia Filippo IV, detto “il Bello”, ordinò l’arresto di tutti i templari presenti nel suo regno. Proprio per ricordare questo evento, lunedì 13 ottobre si è tenuto, presso la Sala G. Cecchini dell’Archivio di Stato di Perugia (in Piazza G. Bruno, 10), il secondo incontro della rassegna “Il Medioevo infinito dei Templari”, intitolato “Venerdì 13 ottobre 1307: l’arresto dei Templari nel Regno di Francia”. L’incontro ha avuto inizio con i saluti istituzionali di Anna Alberti, archivista dell’Archivio di Stato di Perugia, e del consigliere comunale Cesare Carini. A seguire, Sonia Merli (ricercatrice dell’École française de Rome) ha tenuto la seconda parte della sua lezione, preceduta dall’introduzione di Mario Tosti, Presidente della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria.

Il racconto parte da Maubisson, più precisamente nell’Abbazia di Notre-Dame-la-Royale, fondata nel 1234 dalla regina Bianca di Castiglia. È qui che il 14 settembre del 1307 Filippo il Bello, con il supporto dei suoi legisti, pianificò la messa in stato accusa dell’Ordine del Tempio. Nel giorno dell’Esaltazione della Vera Croce prese l’avvio l’Affaire du Temple che avrebbe portato dopo qualche mese al Processo ai Templari.
Si trattò di un caso giuridico internazionale di grande rilievo: l’Ordine, composto da monaci cavalieri, venne accusato dalla monarchia francese di eresia, sodomia e idolatria. Le accuse mosse furono lo strumento di una lotta di potere tra il re di Francia e il papa Clemente V, ma anche un tentativo di appropriarsi delle immense ricchezze templari.

Un elemento interessante emerso durante la conferenza riguarda il mandato d’arresto, articolato in tre parti: la prima redatta in latino, per i sovrani, gli ecclesiastici e gli uomini di legge, le altre due con le informazioni sulla “chose”, da intendersi l’arresto, destinate agli ufficiali che dovevano eseguire l’arresto. Durante l’incontro sono stati mostrati tramite immagini, i grandi rotoli contenenti i verbali del processo, provenienti dagli Archives Nationales di Parigi e dall’Archivio Apostolico Vaticano. Le riproduzioni del rotolo del processo nelle Terre della Chiesa e in Abruzzo sono state messe a disposizione da Amilcare Conti dell’Associazione Beata Colomba. In particolare, è stato ricordato che i mandati di comparizione furono affissi alle porte di molte precettorie templari del centro Italia, inclusa quella di San Bevignate a Perugia. I templari interrogati nel corso di questo processo furono solo sette, tra cui Vivolo della precettoria di San Giustino d’Arna.

Tra i protagonisti in negativo della storia dei templari vi è Filippo IV il Bello (1268-1314). Appartenente alla dinastia dei Capetingi, fu incoronato il 6 gennaio 1286 a Reims, all’età di diciassette anni. Determinato a consolidare la monarchia francese a ogni costo, il suo regno vide il passaggio da una monarchia carismatica come al tempo di suo nonno Luigi IX (poi san Luigi) a uno stato retto da una solida burocrazia. Filippo, su consiglio del guardasigilli Guillaume de Nogaret e del ciambellano Enguerrand de Marigny, scelse come bersaglio l’Ordine del Tempio, creditore e depositario del tesoro reale, redigendo un ordine di arresto a carico di tutti i templari presenti nel Regno di Francia.
Tra le vittime più celebri di questa operazione vi fu Jacques de Molay – l’ultimo magister generalis del Tempio, accolto nell’Ordine nel 1265 presso la domus templare o precettoria (in francese commanderie) templare di Beaune, in Borgogna. Dopo aver guidato l’Ordine e aver combattuto nella Terra Santa, fu arrestato nel 1307 per volere del re di Francia e successivamente venne processato e giustiziato. Il giorno prima del suo arresto si trovava a Parigi ai funerali della cognata del re di Francia, ignaro di cosa sarebbe successo il giorno seguente. Una targa lo ricorda nei pressi del Pont Neuf, sul lato del molo di Conty, a Parigi, a memoria del suo martirio. Prima di morire, secondo la tradizione avrebbe maledetto il re di Francia e il papa, i quali morirono entrambi prima della fine del 1314, alimentando così la leggenda della sua maledizione.

Un altro protagonista è il giurista Giullaume de Nogaret – originario della Linguadoca – divenuto consigliere di Filippo il Bello e poi suo guardasigilli. Figura ambigua agli occhi della storiogafia, fu coivolto nell’attentato di Anagni a papa Bonifacio VIII nel 1303 e nel processo ai Templari.

A proposito di papi, oltre a Clemente V, eletto a Perugia e residente in Francia, merita di essere menzionato anche Bonifacio VIII pontefice dal 1294 al 1303, che istituì il primo Giubileo nel 1300, rafforzando il prestigio della Chiesa. Fu lui a formulare la dottrina della supremazia papale sui regni nel 1302 con la bolla “Unam Sanctam”. Tuttavia, il suo pontificato fu segnato anche da controversie e conflitti, come la disputa con i Colonna, il suo ruolo nelle vicende politiche di Firenze e la sua rottura con Filippo il Bello, che culminò nello schiaffo di Anagni del 1303, segnando così l’inizio del declino del potere papale sul piano politico e preparando la strada alla cosiddetta “cattività avignonese”.

In questi giorni, esattamente dal 15 al 17 ottobre a Troyes, capoluogo del dipartimento dell’Aube a 150 km da Parigi si terrà un convegno dal titolo “Templari e Templarismo: Ragioni e assurdità di un mito”, organizzato dalla Direzione degli Archivi e del Patrimonio dell’Aube, in collaborazione con il CRHIA (Università di Nantes) e l’associazione “Modernità Medievali”. Un’occasione di incontro e di scambio tra specialisti del tema, ma anche un’occasione per guardare al futuro: la speranza è infatti che si possa giungere al riconoscimento della “Templars Route” come Itinerario culturale del Consiglio d’Europa e che tale riconoscimento possa contribuire alla valorizzazione di Perugia come uno dei luoghi simbolo della memoria templare europea.

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